Cristina La Bella nasce a Frosinone, in una fredda giornata d’inverno, il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Della neve Cristina ha ripreso due movenze: la smisurata ambizione alla perfezione e il non rumore che fa quando cade a terra e va in pezzi. Dal conflitto, inutile dirlo, ha ereditato un immenso attaccamento alla vita, con cui è costantemente in lotta, per realizzare se stessa. Dopo aver scritto in terza elementare un tema, che vede protagonista Ennio Remondino, allora inviato in Kosovo, comincia a girare per casa con lo scolapasta in testa, a mo’ di elmetto di sicurezza, e di un telecomando che funge da microfono, improvvisando reportage e servizi da ogni parte del mondo. L’amore per il giornalismo inizia da qui. A nove anni riceve dalla madre la prima macchina da scrivere, che naturalmente non era una lettera 22 dell’Olivetti, ma un prodotto Mattel rosa fluo, targato Barbie, delizioso gioco quest’ultimo, che unito al primo, le insegnerà a inventare le più disparate storie. Durante l’adolescenza comincia a leggere molto e ad interessarsi al mondo del cinema, in particolare alla filmografia di Federico Fellini. Al liceo viene notata dalle sue insegnanti di lettere e inizia così a partecipare con successo ad alcuni concorsi internazionali come “Si te grata quies” e “Franco Marasca” e nel 2008 arriva tra i finalisti di “Campiello Giovani”. Scrivere le viene naturale come respirare, un vizio antico, da cui non sa come staccarsi, una vera disgrazia, come nelle giornate no, le viene facile considerarla.  Indisciplinata, dopo l’esame di maturità, si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne all’università “La Sapienza” di Roma, dove si laurea nel 2014, discutendo una tesi su “Gli Indifferenti” di Alberto Moravia. Nello stesso ateneo si laurea in “Filologia Moderna” nel luglio del 2017, dedicando il suo lavoro all’opera di Luigi Malerba. Appassionata di letteratura contemporanea, in particolar modo di quella d’avanguardia, pubblica su diversi periodici di cultura, quali La Frusta Letteraria ed Euterpe Rivista, saggi dedicati ad autori immaginifici. Nel dicembre del 2014 viene premiata in Campidoglio al Concorso nazionale “Giuseppe Gioachino Belli” nella sezione poesia. Dal 2013 comincia a collaborare con Prima Pagina Online, occupandosi per lo più di cronaca e spettacolo, e curando la rubrica Le parole abbandonate, da lei stessa ideata. Nel 2016 vince la menzione d’onore al “Premio di Saggistica PoetiKanten” con “La nascita dell’ottava arte: sono i fotografi i nuovi pittori?”, un articolo accompagnato dagli scatti di Piergiorgio Pirrone, fotografo romano di fama internazionale. Se fosse un oggetto sarebbe uno specchio, se fosse un animale un pavone, se fosse un abitudine lo shopping. Nemmeno a scriverlo: la vanità è il suo peccato preferito. Nel tempo libero le piace viaggiare … La curiosità è, infatti, una sua intollerabile virtù, per lei niente rende una persona più ricca. Difetti troppi, pregi pochi e contare gli anni l’affatica, per questo cerca di metterci dentro tutta la vita che può.

Se non avete avuto la pazienza di leggere fino in fondo vi basteranno queste  ultime righe: oltre che dalla letteratura, Cristina è una matta autentica affascinata dal cinema, dalla fotografia e dal mondo del giornalismo.