Autore: Banana Yoshimoto

Titolo: “Kitchen”

Edizione: Feltrinelli

Anno: 1993

Pagine: 226

Prezzo: 8,50 euro

 

 

L’autrice: Banana Yoshimoto (吉本ばなな) è lo pseudonimo della scrittrice giapponese Mahoko Yoshimoto (吉本真秀子). La Yoshimoto è nata a Tokyo il 24 Luglio del 1964 ed è figlia di Takaaki Yoshitomo un importante filoso e critico giapponese. Poco si sa della sua vita privata: è sposata con un noto musicista giapponese e ha un figlio. Inizia la sua carriera nel 1987 scrivendo il romanzo d’esordio Kitchen, che ha ottenuto un grande riscontro di pubblico e un immediato successo.

Sinossi: Mikage ha solo due certezze al mondo: è sola al mondo, dopo che le è morta anche la nonna e ama la cucina in tutte le sue declinazioni. All’improvviso però la sua vita subisce uno scossone grazie ad un “amico”, che invitandola a stare in casa sua assieme alla “madre” di questi, l’aiuterà a riprendere in mano la sua vita, scegliendo per la prima volta di seguire il suo cuore e la sua passione per la cucina.

Recensione: Kitchen è il classico libro che si legge tutto d’un fiato per mille motivi. In primis perché lo stile della Yoshimoto è semplice ed elegante allo stesso tempo; senza alcuna fatica si arriva all’ultima pagina! Inoltre ciò che mi ha lasciato davvero senza fiato e mi ha fatto considerare questo libro uno dei più piacevoli tra quelli letti finora è il modo con il quale l’autrice riesce a trattare tematiche davvero delicate. Mi ha colpito l’ironia, usata in tutte le sue declinazioni, senza alcun imbarazzo. Uno dei temi è quello della morte, che se conosciuta nell’età adolescenziale può davvero destabilizzare, ma basta a volte avere qualcuno da amare per rialzarsi e andare avanti più forti di prima. Proprio il tema dell’amore è visto nelle mille sfaccettature: infatti c’è l’amore della protagonista per la cucina – “Non c’è posto al mondo che non ami più della cucina…” – ma anche quello per i suoi famigliari che non ci sono più, o per Yuichi Tanabe che la farà tornare a vivere di nuovo. Infine c’è un amore per una persona che andrà a colmare un vuoto lasciato dai suoi genitori. Si tratta di Eriko, il “mammo” di Yuichi e che introduce anche un altro tema importante, soprattutto negli ultimi tempi, ovvero quello della omosessualità. Eriko che ora è donna prima era uomo e la Yoshimoto lo snocciola nelle pagine del libro con una delicatezza e una naturalezza che andrebbe usata nel mondo quotidiano.

Kitchen è un libro che consiglio di leggere a tutti perché è un’opera che se al primo impatto lascia pensare ad un finale triste, alla fine sconvolge e diventa un inno alla speranza, alla voglia di amare, di andare avanti nonostante tutto (anche se a volte è difficile lasciare andare le persone, bisogna chiedere aiuto a qualche magia cosmica per poterlo fare, come accade nel racconto Moonlight Shadow, che Banana aggiunge in appendice al libro). Quindi se volete commuovervi, ma allo stesso modo trovare un po’ di fiducia, non posso far altro che augurarvi buona lettura.

Marilena De Angelis.

 

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