In onda sabato 13 gennaio alle 21:10 su Premium Energy il film culto del 1997 con un cast di stelle e effetti speciali da brivido. L’avvocato del diavolo vede Keanu Reeves e Charlize Theron alle prese con un (letteralmente) diabolico Al Pacino, grande matador per l’occasione, che cercherà, come da tradizione, di comprare l’anima dell’ignaro Reeves, giovane avvocato rampante che di causa non ne perde nemeno una. Pacino/Satana, anch’egli avvocato, ma di ben più grosso calibro, serpeggia nei quartieri alti di New York e sembra avere in mano l’intera città. Egli vuole che Reeves entri a far parte del proprio staff, promettendogli in cambio un futuro brillante con tanto di appartamento di lusso a Manhattan, tanto sesso e soprattutto tanti, ma proprio tanti quattrini. Reeves, da giovane rampante quale egli è, non si rivela difficile da corrompere e si trova in men che non si dica proiettato in un mondo da sballo in cui sembra non esserci alcun limite alle bellezze della vita, in termini di goduria… Ma le cose non vanno altrettanto bene per la moglie, una brava Charlize Theron, vittima di terrificanti allucinazioni in cui le persone che la circondano sembrano trasformarsi in orripilanti esseri diabolici. In realtà (attenzione: spoiler!) la trama vuole che Reeves sia il figlio biologico di Pacino/Satana, nato da una relazione fugace tra la madre (di Reeves) e l’angelo decaduto, e che egli sia stato prescelto da quest’ultimo per dare alla luce l’anticristo, attraverso l’unione carnale con la sorellastra (!).

Tra le varie raffigurazioni cinematografiche del diavolo, questa è sicuramente una delle più avvincenti. Solitamente infatti la figura del demonio è rappresentata in maniera seriosa (Rosemary’s Baby), orripilante (L’esorcista), oppure distaccata e misteriosa (Mr Frost), o ancora grottesca (Legend). Pacino al contrario riesce a dare al personaggio quel tocco di brio che funge da motore trainante di tutto il film. “Io sono l’ultimo vero umanista”, dice Satana ad un certo punto. Personalmente mi spingerei anche oltre affermando che il personaggio non è tanto umanista quanto umano. Chi tra noi maschietti non vorrebbe avere tanto potere d’attrazione sulle le donne, essere il matador ad ogni festa, avere una risorsa infinita di frasi ad effetto e parlare tante lingue? Umano quidi nel senso di possedere tutte le caratteristiche a cui aspirano gli umani. Il personaggio di Reeves è, invece, molto differente da Pacino. Egli è giovane e pertanto inesperto nelle dinamiche sociali, ma anche in un certo senso inibito. Il personaggio rappresenta il classico arrivista che lavora sodo e si concede poco ai piaceri della vita, almeno all’inizio del film; lato questo rappresentato egregiamente dall’attore, il quale dà sempre il meglio di sé, non importa se scritturato in mega produzioni hollywoodiane o in pellicole indipendenti dal mini-budget (The Neon Demon). Per quanto riguarda la Theron, che dire? Brava, all’epoca non ancora famosa, ovviamente scritturata anche in vista di una succulenta scena di nudo (mi pare in parte poi tagliata per il passaggio sulle reti tv italiane: insomma il solito gioco machismo-moralismo). Ma si sa, per i talenti femminili non c’è tanto spazio in questo genere di pellicole… Mossa astuta quella di Reeves, all’epoca all’inizio della carriera, che rinunciò a parte dell’ingaggio ( in termini di quattrini) pur di poter lavorare con Al Pacino: la produzione non era infatti disposta a sperperare tanti beni per tutto il cast e Pacino, come è facile intuire, non lavora per le briciole.

Curiosità. Il personaggio di Pacino, John Milton, sembra rappresentare un omaggio allo scrittore omonimo, autore del classico della letteratura britannica Paradiso perduto, e i riferimenti al Milton letterario non si fermano al nome. Nel film infatti, alcune immagini animate di corpi che si contorcono in una sorta di amplesso richiamano da vicino l’immaginario del Paradiso perduto stesso. I produttori della pellicola sono stati citati dallo scultore Frederick Hart per una presunta violazione dei diritti d’autore riguardo a una scultura presente in una scena, a dire dello scultore molto simile a quella realizzata per la Cattedrale episcopale di Washington. La produzione riuscì poi a trovare un compromesso che permise infine la distribuzione del film. Nel film in lingua originale l’attrice Connie Nielsen recita alcune scene in italiano, mentre nella versione distribuita in Italia quelle stesse scene, per qualche ragione misteriosa, si svolgono in spagnolo. Inizialmente Pacino pare avesse rifiutato la parte perché riteneva il copione troppo commerciale e ricco di effetti speciali; è stato quindi il regista a modificare radicalmente la storia riproponendola poi all’attore che quindi accettò.

Marco Orrù