Il Natale è ideologicamente il periodo dell’anno più freddo come tempo e più caldo per gli affetti, dicembre è o dovrebbe essere il mese in cui si prende del tempo per godersi gli spazi più intimi e le persone  a noi più legate, quindi la famiglia, prima di salutare insieme il vecchio anno. Su questo aspetto privato e famigliare il Natale ha sempre poggiato le sue solide basi sul passato,  la famiglia come valore più alto di tutti è stata quella che ha identificato maggiormente questo periodo di festeggiamenti, eppure in tal senso ci sono stati non pochi indietreggiamenti di pensieri, gli italiani cambiano abitudini e tradizioni, lasciano il nido avvolgente della propria casa per fare nuovi viaggi e nuove scoperte e i legami non sempre corrispondono a questi nuovi tragitti. Lo studio condotto da GoEuro, inerente alle abitudini di viaggio durante le feste, rivela come molti italiani abbiamo intenzione di spostarsi durante questo periodo natalizio e inaspettatamente solo un terzo ha risposto che l’intenzione di un viaggio è legata per rivedere la propria famiglia. Una percentuale pari  al 32% degli intervistati, collocando l’Italia ad un dato basso nel sondaggio rispetto ad altri paesi europei come Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna.

Il popolo per eccellenza legato alle dinamiche famigliari ampie e allargate sembra invece in questo presente proiettato verso un distacco molto netto dal proprio nucleo famigliare, l’unione viene messa in ombra rispetto all’individuo, unico e singolo, che per le vacanze di Natale preferisce approfittare del tempo libero per soddisfare se stesso e le proprie necessita, è un Natale, quello che sta per venire, singolo e singolare insieme, dove è l’individualismo a regnare sull’aspetto sentimentale delle festività. Per il Natale 2017 gli italiani sembrano maggiormente interessati a sfruttare le proprie vacanze per scoprire posti nuovi e sconosciuti, lo dice il 22% degli intervistati mentre per il 19% di essi c’è la voglia di svagarsi sulla neve. Quello che sembra attirare tutti è l’idea di fuggire via dalla propria ruotine, rompere la monotonia e l’obbligo di un qualcosa già visto e vissuto e che viene precipito come un obbligo stretto che non lascia margine di scelta. C’è chi scappa  dal fermento delle feste e che risulta essere fastidioso per i l 9%, chi è alla ricerca del caldo lo fa per il clima troppo invernale (6%) e chi scappa appunto dalla propria famiglia (2%). Di contro rispetto ad altri periodi dell’anno il 67% ha dichiarato di essere poco predisposto a viaggiare da solo, nonostante un buon 20% si schiera nella scelta opposta e preferisce il viaggio in solitaria, lontano da tutto e tutti, uno completo tagli netto di rapporti. Queste scelte coinvolgono anche l’organizzazione del viaggio stesso, circa il 55% preferisce prenotare in anticipo, con periodi di tempo lunghi anche più di un mese prima, mentre il 48% non è orientato a spendere una quantità di denaro minore se questo significa allungare il tempo del tragitto e avere nel mezzo un più alto numero di spostamenti.

Il viaggio di Natale quindi, come trasferimento verso una meta prescelta o la riunione fisica in un nido –che sia la casa di famiglia, di amici o di altri legami- quest’anno rappresentata maggiormente la possibilità di assimilare tempo per se stessi, una specie di caricabatterie in cui riprendere possesso delle proprie energie, il momento del viaggio come moto ad andare da un luogo ad un altro diventa un piccolo viaggio nell’altro, un momento in cui si vuole essere slegati il più possibile da tutti quei ritmi pressanti che gli istanti precedenti alle feste impongono. Modi di vivere le feste lontanissimi ormai da quegli degli anni passati, la famiglia come valore perde nella tradizione ma anche nella celebrazione, nell’era della tecnologia quasi senza limiti sembra che la riunione fisica non sia più necessaria “per ritrovarsi” e nonostante le solitudini che si possono scorgere lungo il corso di tutto l’anno, quando arrivavano le occasioni per stare insieme bisogna fare i conti con alcuni aspetti della propria vita, su ciò che vuol dire, oltre alla celebrazione del Natale come festa religiosa, anche il concetto di affetti legato alla festa stessa, del momento imposto- per forza e per calendario- in cui riuscire a dirsi – o anche non riuscire a farlo- quanto ci si voglia bene. Per molti questo aspetto di dichiarazione d’amore può diventare una costrizione entro cui ci si sente inadatti a stare, un raffronto- spesso impreciso- fra ciò che si è riusciti ad avere e a dare dentro i rapporti con cui ci si ritrova a brindare attimi di anni e mesi che fino a quel momento hanno creato la propria famiglia. Le feste, com’è risaputo, diventano lo specchio, a volte lucido e a volte opaco, delle nostre identità. Forse è per questo che oggi rispetto un tempo, nel vortice di personalità e legami più svincolati, in una libertà più fluida di concezioni sociali, dove non obbligatoriamente vince l’etichetta e la forma, nel vortice di grandi personalità che ci orbitano accanto, lo spazio che ci viene donato dentro queste feste lo si vuole impegnare maggiormente per far riaffiorare alla superficie la nostra identità, singola e non sempre collegata a qualcun altro, che per quanto caro sia, è un’aggiunta di carattere che occupa troppo agevolmente il nostro momento riflessivo. C’è bisogno di ritrovarsi come singoli prima ancora che come famiglia, sintomi nostalgici di tempi passati che ormai si sono infranti, le famiglie sono cambiate e il mondo ha allungato le distanze fra sé e gli orizzonti più lontani, fino a ieri solo quasi immaginabili, perché non esiste solo chi non ha voglia di tornare a casa a Natale, esiste anche chi per Natale non sa esattamente dove andare, le grandi case pronte ad ospitare tutti sono mutate, diventate sempre più piccole e rare, non sussistono più solo famiglie univoche, ma anche quelle allargate e variegate di legami diversi, e spesso per ritrovare questi variegati pezzi di famiglia bisogna districarsi in tanti luoghi, persone, amori e scegliere non sempre è così semplice e immediato. Il viaggio in questo caso diventa un momento proprio e rilegato al nostro interno in cui prima ancora di accedere le luci e gii affetti, per Natale ci si regala il tempo in cui soffermarci su di noi, come individui e persone, per poter essere pronti a celebrare una festa che come regalo preferito promette proprio l’amore.

Marta Borroni