Titolo: Il problema dei tre corpi

Autore: Lin Cixin.

Editore: Mondadori

Pagine: 362.

SINOSSI: Nella Cina della Rivoluzione Culturale un progetto militare segreto invia segnali nello Spazio verso altri pianeti, ma viene captato da un pianeta sbagliato: un pianeta poco accogliente, i cui abitanti ambiscono ad invadere la Terra…

 

RECENSIONE: Le vicende di questo libro vengono raccontate in una dimensione surreale, anzi, fantascientifica, ma in uno sfondo storico e realistico, in cui la Cina sta attraversando il periodo della Rivoluzione Culturale, in una lotta cruenta contro il Capitalismo, dove le battaglie in nome della libertà degenerano in un’istituzione dittatoriale, in cui anche le idee vengono processate e chi osa manifestare anche un minimo spirito “reazionario” o “capitalistico” viene punito duramente, spesso anche con la morte. Una rivoluzione che alla fine sembra contraddire e distruggere gli ideali dai quali è scaturita (come spesso è avvenuto purtroppo nelle grandi Rivoluzioni), per i quali aveva combattuto. Il libro è di uno scrittore cinese, ma la traduzione, perfettamente riuscita, avvicina la storia al lettore occidentale, per il quale è difficile calarsi in una realtà tanto diversa. La trama si sviluppa comunque in diverse dimensioni: la cruda realtà quotidiana in cui interagiscono gli scienziati, dove non c’è libertà di espressione, le loro continue ricerche, il loro dibattersi in dilemmi scientifici che spesso sconfinano con la filosofia e una realtà tecnologico-virtuale tangibile e nitida in cui è troppo facile immedesimarsi, imbattendosi virtualmente spesso anche in eventi catastrofici che lasciano col fiato sospeso tanto sembrano veri. Una realtà parallela dove si incontrano alieni e filosofi del passato, un’illusione creata dai programmi informatici, personaggi che assumono l’aria di figure tragiche e spesso vengono messi alla berlina, altre volte al rogo, nei videogames. Una dimensione dalla quale spesso si dispera di uscire, in particolare quando ci si trova nelle Ere del Caos di un pianeta strano e inospitale, dove a volte si assiste ad un freddo estremo e repentino, altre volte ad un calore talmente forte da essere costretti a disidratarsi per poter sopravvivere in una vita sospesa, attendendo la prossima Era dell’Ordine, quando la temperatura tornerà normale. Incessanti domande e strani inspiegabili segni imperverseranno nella mente dello scienziato Wang, fisico esperto in nanotecnologie, che incontrerà altri studiosi come lui, tra cui Ye Wenje, una scienziata di età avanzata, che da ragazza ha assistito all’uccisione del padre, emerito scienziato, in una sorta di processo sommario per motivi politici, la quale ha vissuto, dopo questo fatto che l’ha segnata, per diversi anni in una stazione aerospaziale.

 

Ad un certo punto il racconto, tra tecnologìa, scienza e fantascienza, prenderà il sapore di un thriller, a causa di qualche morte sospetta e di altri episodi e coincidenze che ingarbuglieranno ancora di più la trama. Dietro a certi videogames ci sarà qualcosa di vero, cioè la descrizione di un mondo che esiste davvero al di là del nostro pianeta? Qualcuno è riuscito a comunicare, attraverso onde-radio con una civiltà evoluta nello Spazio? Se è così, che intenzioni hanno questi esseri nei confronti dei terrestri? E cosa c’è dietro due diversi gruppi religiosi settari in apparenza innocui? Hanno qualcosa a che fare con questo tipo di comunicazione con gli alieni, che magari nasconde qualche complotto? Si scoprirà alla fine che diversi fatti che sembrano non correlati fra loro hanno invece un’attinenza. È l’eterno dilemma che viene presentato in un’ottima veste letteraria: c’è qualche civiltà o presenza intelligente nello spazio, e se c’è, esiste un modo per contattarla?  L’Universo è nato dal caos o c’è un ordine preciso nelle cose? Da dove proviene l’energìa dell’Universo? Domande che tormentano anche la mente di coloro che si professano atei, in un punto di incontro tra fisica e metafisica. C’è qualcosa di molto profondo nei pensieri ossessivi di questi protagonisti, la maggior parte dei quali sono scienziati, nel loro dibattersi in un sistema oppressivo che incentiva l’omertà, il terrore che la loro profonda conoscenza li porti alla rovina, nel loro cogliere l’essenza delle cose anche nel particolare più insignificante, la paura di esprimere a voce alta idee troppo elevate o che esulano dallo gnosticismo, in quanto prigionieri di un sistema basato sul controllo della mente. Un controllo al quale però riescono, in parte, a sfuggire in quanto il loro livello di intelligenza risulta incomprensibile ai più. “Il problema dei tre corpi” è un problema di fisica che sembra impossibile risolvere, non così per Wang, per il quale risulta talmente banale da essere preso per pazzo, perché, come capita spesso, è difficile saper spiegare qualcosa che si è intuito troppo rapidamente, ma che, solo sapendo eliminare il velo del pregiudizio, può saltare agli occhi in maniera molto chiara, ma non per tutti. Wang sembra, infine, il protagonista vincente di questa storia, quasi l’eroe, che proprio grazie alle sue ossessioni da tipico scienziato pazzo, avrà un ruolo chiave nell’epilogo, anche nella questione degli alieni…

È un libro che ha molto più della banale fantascienza, anche se all’inizio è piuttosto difficile districarsi tra  avvenimenti tortuosi, descrizioni di buchi neri, di formule fisiche e astronomiche, discorsi che sviscerano e spesso rovesciano in maniera fantasiosa le regole della materia e della fisica, i riferimenti storici, le citazioni dei filosofi, ecc. Ma è ricco di colpi di scena e trasmette sensazioni forti, nella proiezione quasi mistica in realtà alternative e in ossessioni quasi esoteriche della sete di conoscenza, e andando oltre alle rappresentazioni grottesche e drammatiche si coglie un simbolismo di pensieri profondi riprodotti in maniera moderna e ricca di suggestioni tecnologiche, dove nell’astrusità più sfacciata si riesce a trovare una logica speciale che dà un vero senso alle cose. E la rabbia per la fragilità dell’Uomo e la caducità dell’esistenza sembra esprimersi nella lettura dell’ultimo messaggio degli alieni captato dalla stazione aerospaziale: “Siete insetti”. Forse un messaggio dettato dall’invidia da parte degli alieni, nei confronti della razza umana, che, seppure meno evoluta, possiede comunque valori, emozioni, creatività e grandi ideali.

 

Cecilia Piras