Tra le più curiose e ben rielaborate opere che si trovano in circolazione in questa stagione teatrale appena iniziata, ha di certo un posto d’onore American Buffalo, pièce teatrale con la regia di Marco D’Amore che riprende il dramma americano di David Mamet.

La trama è piuttosto scorrevole e semplice da seguire: tre individui vogliono lanciarsi alla ricerca del tizio che li ha ingannati acquistando una moneta di grande valore (l’American Buffalo del titolo) ad un prezzo ridotto, sfruttando la loro ignoranza in numismatica. Sarebbe una trama probabilmente del tutto banale se non fosse stata magistralmente scritta dal premio Pulitzer Mamet in prima battuta e in un secondo momento magistralmente tradotta e rielaborata da Luca Barbareschi, Maurizio De Giovanni e Marco D’amore.

Quello che più colpisce non è la decisione di ambientare una vicenda che ha come sfondo l’America a Napoli, ma come non si sia mai scelto di riambientarla lì prima di adesso. La bottega sporca, caotica e del tutto anacronistica del proprietario della moneta è lo sfondo perfetto di questa vicenda che per alcuni tratti sfiora l’assurdo.

Le azioni e i dialoghi dei tre protagonisti che progettano la vendetta e il recupero della moneta talvolta risultano essere talmente assurdi da essere credibili, al punto di trovarsi immersi completamente nella storia e a indurre a pensare anche noi del pubblico a un modo per recuperare l’American Buffalo. L’intero spettacolo si svolge con una sola scenografia che non cambia mai e che rappresenta l’interno della bottega del rigattiere e con soli tre protagonisti ad avvicendarsi sulla scena, che però riempiono perfettamente ogni spazio vuoto nella storia non lasciando spazio a null’altro. Questo spettacolo teatrale è talmente semplice per trama e rappresentazione, ma così potente nei dialoghi e nelle espressioni usate dai protagonisti, da risultare stupefacente e godibile al massimo delle proprie possibilità.

Durante la rappresentazione ci si diverte, si pensa e ci si immerge in un mondo da cui è difficile uscirne privi di emozioni e non ci si rende conto del tempo che scorre veloce. Tre protagonisti meravigliosamente immersi nella parte che dialogano fra loro utilizzando il napoletano per divertire e dipingere un affresco pittoresco davanti agli occhi dello spettatore, con un particolare accento su D’Amore che oltre ad essere regista è interprete del personaggio più psichicamente instabile e divertente del racconto.

Se l’intento è quello di passare una bella serata e di vedere qualcosa di innovativo e ben fatto il mio consiglio è di scegliere American Buffalo, non ne rimarrete delusi. Fino al 10 Dicembre sarà possibile vederlo a Milano, in scena al Teatro Franco Parenti ( QUI LE INFO SU ORARI E BIGLIETTI).  Mentre dal 15 al 17 Dicembre approderà a Pistoia al Teatro Manzoni (QUI LE INFO SU ORARI E BIGLIETTI)

 

Serena Cerrone