Le persone che leggono questo articolo potrebbero dividersi in due metà: chi si sta apprestando a fare proprio oggi l’albero di Natale e chi invece con grande euforia l’ha già fatto da qualche settimana e, secondo la psicologia, questa ultima parte potrebbe essere la più felice. Lo psicologo e fondatore della McKeown Clinic, Steve McKeown, ha spiegato come amalgamarsi all’atmosfera natalizia faccia mantenere i contatti con il proprio bambino interiore, allontanando di fatto responsabilità e problemi legati alla vita adulta.

McKeown spiega: “Benché possa esserci una percentuale di ragioni sintomatiche per cui qualcuno voglia ossessivamente addobbare casa in anticipo, nella maggior parte dei casi si tratta di motivazioni nostalgiche o per resuscitare la magia del Natale. In un mondo pieno di stress e ansia,la gente associa ciò che è correlato al Natale alla felicità, evocando forti sentimenti legati all’infanzia. Le decorazioni sono semplicemente un’ancora alle emozioni e all’eccitamento di quando eravamo bambini”.

Gli fa eco la psicoterapista Amy Morin, che aggiunge: “Per alcune persone festeggiare il Natale è anche un modo per ricordare qualcuno amato che non c’è più. Guardare l’albero decorato fa venire in mente com’era la vita quando insieme si aspettavano i regali da scartare. Per chi ha perso qualcuno, le vacanze fanno tornare la mente ai bei tempi passati”.

Inoltre stando ad una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of Environmental Psychology , i festoni appesi alla porte di casa aiutano a conservare rapporti piacevoli coi vicini, quindi ad essere più amichevoli e socievoli. I due estremi si confermano sempre attuali: c’è chi aspetta l’ultimo per fare regali e chi a Giugno, in costume sulla spiaggia, ha già prenotato il cenone di Capodanno; chi a Novembre inizia a mangiare pandori e panettoni e chi invece sente che è arrivato il cosiddetto “Christmas time” solo dopo l’8 Dicembre.

Avrà davvero ragione la nostra psicologia, siamo per forza più felici ad anticipare i tempi e più tristi se tendiamo a rimandare i festeggiamenti nei momenti esatti?

Personalmente, non posso negare che Dicembre sia il mio mese (sono a nata a 5 giorni dal Natale quindi non può essere altrimenti) e da sempre il rosso, l’oro e l’argento, le luci intensi e scintillanti, vibranti nei loro rimandi, mi hanno incantato decretandomi decisamente come un ragazza dall’animo natalizio. Nonostante questo spirito, in casa mia non c’è mai stata l’idea di iniziare gli addobbi prima dell’Immacolata. Con il tempo poi, il momento dell’albero è mutato e scivolato sempre un po’ più in là, non per forza per poca voglia o molta tristezza, ma anche per il fatto che i tempi cambiano e non siamo obbligatoriamente tutti chiusi in casa senza altro da fare che addobbare e cantare al suono di campanelle festose. Ad esempio, sotto Natale io lavoro tantissimo, come del resto molti altri, ed è difficile preservarsi dei momenti di addobbo puro, festoso e senza pensieri.

Addobbare prima può anche essere una buona tattica per non dover appunto ricorrere ai preparativi quasi forzati degli ultimi istanti. C’è chi l’albero ama farlo in una volta sola e chi in più giorni, prolungando cosi la gioia in piccole parti, chi si unisce alla famiglia e chi la famiglia la riunisce proprio per mettere insieme le decorazione del proprio Natale famigliare. Oltre la mania di addobbi (che inutile dirlo colpisce di più le donne) la manifestazione del Natale, anche nel suo lato estetico e in un mondo sempre più frenetico, si modula ormai in modo vario e slegato alla tradizioni più antiche: è nel tempo che ci rimane, dal lavoro e dagli impegni, che la casa ridiventa il fulcro nel quale tirare nuovamente a noi il calore di un tempo, così facendo anche una decorazione diventa  lo specchio di come eravamo.
Ci sono famiglie come la mia in cui davvero l’albero cresce di anno in anno, ogni decorazione del passato viene innestata con quella del presente che sa anche un po’ di futuro e di nuovo, di un sguardo all’anno che sta per finire e a quello che sta per iniziare. Era il 1991 ed i miei genitori sorreggevano un bimba di 5 giorni già affamata di cibo e vita, dal quel Natale è stato quello il nostro albero natalizio, ancora oggi ci sono decorazioni che mia madre, più gioiosa che mai incinta di me, aveva preso per quel Natale allargato in cui sotto l’albero ormai c’ero anche io.
Ed è vero che la psicologia può essere semplice in alcuni processi, il Natale ci ricorda il nostro essere bambini esattamente come ci può rimarcare il fatto di essere adesso adulti, il gusto agrodolce di qualsiasi festa che nel celebrare gli inizi, quantifica anche gli addii.
Le feste sono un passaggio di tempo fondamentale, chi siamo e da dove veniamo, cosa ci è mancato e cosa ora creiamo, fare l’albero diventa la celebrazione di questo ponte di collegamento fra ogni versione di noi esistita, non sempre è piacevole mentre altre è sorprendente, e credo che oltre le tradizioni e il significato religioso imprescindibile al cui Natale è legato, l’addobbare prima o dopo la propria casa o il proprio stato d’animo in versione natalizia, non sia necessariamente legato a un voler anticipare o ritardare i festeggiamenti, quanto più al concedersi il tempo giusto per ognuno di noi, ad affrontare tutto questo, a dargli il giusto senso dentro l’anno in cui si sta vivendo.

Non c’è un momento esatto per fare gli addobbi natalizi, esiste solo un tempo in cui farli ci rende davvero felici. Per cui, buone feste a tutti!

Marta Borroni