Sappiamo già da tempo ormai che la maniera di dormire determina molto di noi, sia da soli che in coppia. Il corpo nel sonno si libera delle restrizioni mentali e scopre maggiorente il proprio inconscio, ma tutto questo dove accade? Nella maggioranza dei casi, salvo episodi rari e improvvisati divani, il letto diventa il fulcro del benessere e dell’intimità: un mobile che diviene un vero e proprio luogo in cui adagiare le proprie emozioni.

Indagando si è scoperto che agli italiani piace il più grande possibile, vengono prediletti i colori tenui con alcune varianti di colori scuri e decisi, contrasti ed estremi in cui la camera da letto passa nelle sfumature personali di ognuno di noi. Può essere basso o alto, con cuscini essenziali o immensi, pochi o tanti, luci spente e luci accese, il momento letto accende i dibattiti più ampi, e qual è il nostro rapporto quando sentiamo l’esigenza di riporci in esso?

Il letto ha come funzione quella di dormirci, ma tutti sappiamo che non finisce lì, nel letto passiamo anche tantissimo tempo da svegli. Malizie di amore a parte, sul letto mangiamo, saltiamo con la musica diffusa e alta, gettiamo vestiti indecisi di fronte all’armadio, lo sormontiamo di fazzoletti quando abbiamo l’influenza, ricopriamo di coperte i silenzi quando ci si vuole isolare, abbracciamo cuscini pregni di solitudine o ci aggrappiamo alla testata presi dalla passione… lo adoriamo, veneriamo, stropicciamo, maltrattiamo, lo riempiamo di noi con ogni nostra versione sentimentale possibile, come un piccola barca sempre attraccata al porto di casa nostra, su di esso si può viaggiare senza partire mai, meglio di un qualsiasi tappeto volante immaginato.

Questo cofanetto morbido di emozioni come ci piace viverlo e con chi? Di notte o anche di giorno? Da soli o in compagnia?

Generalmente il letto da soli viene visto con tristezza e quello a due con romanticismo, poi ci sono i momenti occasionali, le persone passeggere che nonostante la loro momentanea presenza, arrivano proprio lì, fra le nostre coperte. Non per forza l’occasione è legata al sesso, ma anche ad amici che hanno dormito accanto a noi, pezzi di persone che ci hanno visto più scoperti, non solo di pelle ma anche di umore.
Nella mia vita posso dire di aver dormito davvero con pochissime persone ed ognuna di loro ha avuto una parte di me differente eppure completamente fedele a me stessa, mi sono chiesta come sia possibile tutto questo, che il letto sia uguale ma differente per ogni pelle che lo attraversa, una proiezione continua di ogni emozione intensa e diversa.
Così ho cominciato a capire che il nostro corpo si modula all’altro, si basa sulla condivisione già presente nel rapporto.

Proprio per queste sensazioni così forti e avvolgenti, i lifestyle di questo periodo viaggiano su binari molto differenti.
Sono sempre di più le strutture create per i single, tende e campeggi per viaggiare da soli e dormire in solitaria e dall’altra parte, cinema, bar e biblioteche, persino acquari che sostituiscono le classiche sedute con letti matrimoniali in cui poter godere degli spettacoli consigliati e poi rimanere a dormire nella location proposta, pensata in modo romantico per una coppia e goliardica per un gruppo di amici.

Come sono questi sentimenti dentro il letto?

L’amicizia lascia spazio alla nostra stranezza, al lato estremo di noi, a quell’eccentricità che trova spazio quando qualcuno ci accompagna verso il lato allegro della vita. L’amore amplifica ogni gesto nostro, sentito, gioito o sofferto, e il fatto stesso che la solitudine possa annullarsi, crea momenti di corpo senza confini, ovunque a cercarsi, trovarsi, sfiorarsi.

Infine c’è la parte più fedele,  quella con cui si dorme da lunghissimo tempo, noi stessi. Una presenza costante che abbiamo con noi, quando tiriamo la coperta come fosse una saracinesca sul mondo. Ho avuto modo di dormire da sola prima e dopo essermi innamorata, e la percezione di un letto vuoto cambia dopo aver saputo e aver compreso cosa sia un corpo caldo sempre accanto. Come sappiamo ci sono presenze che sono assenze, ma ci sono anche assenze ignote, che non possono mancare se prima non sono state provate, come quella appunto di dormire per lungo tempo con una persona accanto, a dividere il nostro spazio non solo giornaliero ma anche notturno.

Prima di amare ho immaginato le notti e le mattine insieme come quegli istanti perfetti delle pubblicità, perfetti e dinamici, una sintonia idilliaca e sincronizzata. Ho anche sognato un tempo infinito in cui dividere il letto a due, scontrandomi invece con  il ritmo veloce del tempo che mi è mancato.
Dormire, leggere, fare l’amore, mangiare, guardare un film, dilatazioni di ore che diventano frammenti mischiati ad un sonno che avvolge proprio perché rilassati di quei momenti condivisi assieme a qualcuno che amiamo. Mi sono stupita invece di come l’assenza di un amore sul cucino non faccia per forza rumore, recuperare il proprio spazio può essere naturale, immediato e quasi salutare.
Allungare mani e braccia e trovare l’estensione ad avvolgerci è sorprendente e questo perché, l’ho capito solo con il tempo, il letto è come un grande vestito notturno e non è facile allargare gli abiti per due, ampliare le maniche e riuscire a moltiplicare lo spazio per due quando in realtà per quel due lo si sta dividendo.

Personalmente credo che dormire da soli sia bellissimo e liberatorio, mentre dormire con qualcuno è poetico e totalizzante. Il punto è questo, che siano due assi di legno, un pavimento, il retro di una macchina, la conca di una barca, il peso di una sola coperta o tutto il letto intero, il modo di vivere il letto si può essere modificato nel tempo, è infatti più accessibili a tutti come momento, ma allo stesso modo tutti sentiamo, da sempre, il bisogno di viverlo come un luogo a cui affidare le nostre emozioni, dove spegnere le luci, togliere i vestiti, e riscoprici intimamente come persone.

 

Marta Borroni