In un momento in cui il mondo dorato di Hollywood si sgretola in mille pezzi a causa delle gravissime accuse di molestie sessuali  a carico di Harvey Weistein, Kevin Spacey (al quale hanno bloccato le riprese della nuova stagione di House of Cards) e persino Dustin Hoffman, anche il fashion system subisce un forte scossone.  Terry Richardson, uno dei fotografi più richiesti e pagati, dall’obiettivo erotico e irriverente è stato accusato di molestie e ovviamente tutte le riviste l’hanno letteralmente scaricato. Per anni ha scattato innumerevoli campagne per grandi marchi, editoriali con altrettante celeb del calibro di Jared Leto, Lady Gaga, Miley Cyrus, Kate Moss e persino Barack Obama. Tutti volevano essere immortalati  dall’ occhio trasgressivo di ‘zio Terry’,  come piace farsi chiamare. Il suo stile provocatorio e ‘soft-porno’ era richiesto ovunque e da chiunque.  ERA  infatti. Si parla al passato perché la casa editrice Condé Nast International che pubblica le versioni internazionali di riviste come GQ, Glamour,  Vanity Fair e Vogue, ha inviato alle proprie testate una email i dicendo senza mezzi termini di non usare più le sue foto, ma anzi di eliminare anche tutti i servizi elaborati non ancora pubblicati.

È bastato un articolo sul  The Sunday Times che, in coda ai recenti scandali di molestie ad Hollywood, si chiedeva perché il mondo della moda potesse ancora accettare, tollerare e lavorare con un fotografo che nel corso degli anni aveva avuto decine di accuse e denunce e da li si è innescata la bomba mediatica. In realtà da diversi anni Richardson viene tacciato di molestie sessuali nei confronti delle modelle;  la lista è davvero lunga e una delle prime a mandare dei ‘segnali’  è stata Coco Rocha che nel 2007 ha dichiarato di essersi sentita parecchio a disagio con lui sul set tanto da non voler ripetere più  l’esperienza. Ma negli anni successivi sono arrivate accuse ben più gravi: nel 2010 Rie Rasmussen l’ha accusato di adescare giovanissime modelle (troppo ingenue e, in alcuni casi, alla ricerca del successo per poter dire di NO)  durante un party a Parigi; sempre nello stesso anno Jamie Peck  ha affermato che Terry Richardson sul set le ha chiesto di dargli un tampone usato e di masturbarlo. E nel 2014 Charlotte Water ha detto che lui le ha letteralmente leccato il fondoschiena mentre, ad Anna del Gaizo le ha premuto il pene sulla guancia.

Queste  sono solo alcune delle gravissime accuse rivolte al fotografo, il quale ha sempre sostenuto di aver agito solo dopo il consenso delle ragazze e che non ha mai costretto nessuna. In tutti questi anni la sua carriera non ha mai risentito delle diffamazioni ma lo scalpore suscitato a partire dal produttore Weistein, e poi  l’articolo del The Sunday Times, ha portato Condé Nast a tutelarsi nei suoi confronti. In realtà chi ci ha visto lungo è stata Anna Wintour , direttore di Vogue America, che nel 2010 ha deciso di rompere con lui ogni rapporto lavorativo in seguito ai malumori delle modelle. Dopo le dichiarazioni di un portavoce  della casa editrice all’Huffington post è iniziata una vera e propria reazione a catena: Porters ha detto che non lavorerà più con lui e Valentino ha annunciato che la campagna dello scorso luglio è stata l’ultima e non ce ne sono altre in programma. Intanto la città di New York e l’organizzazione Model Alliance vogliono far approvare la Model’s harassment protection act che garantirà alle modelle tutela in caso di molestie sul lavoro. Con la speranza che venga approvato al più presto ci auguriamo anche che possano nascere realtà simili a favore della tutela di qualsiasi donna in tutti i campi lavorativi.

 

Francesca Tantillo