Titolo: Tre piani

Autore: Eshkol Nevo

Casa Editrice: Neri Pozza Editore

Data pubblicazione: Febbraio 2017

Pagine: 255

 

 

Sinossi: In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Al primo piano vive una coppia di giovani genitori, Arnon e Ayelet. Hanno una bambina, Ofri, che occasionalmente affidano alle cure degli anziani vicini in pensione. Ruth e Hermann sono persone educate, giunte in Israele dalla Germania, lui va in giro agghindato in giacca e cravatta, lei insegna pianoforte al conservatorio e usa espressioni come «di grazia». Un giorno Hermann, che da tempo mostra i primi sintomi dell’Alzheimer, «rapisce» Ofri per un pomeriggio, scatenando una furia incontenibile in Arnon, inconsciamente e, dunque, irrimediabilmente convinto che dietro quel gesto, in apparenza dettato dalla malattia, si celi ben altro. Al secondo piano Hani, madre di due bambini e moglie di Assaf, costantemente all’estero per lavoro, combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e lo spettro della follia che, da quando sua madre è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico, non smette mai di tormentarla. Un giorno Eviatar, il cognato che non vede da dieci anni, bussa alla sua porta e le chiede di sottrarlo alla caccia di creditori e malintenzionati con cui è finito nei guai. Hani non esita a ospitarlo e a trovare così un riparo alla sua solitudine. Salvo poi chiedersi se l’intera vicenda non sia un semplice frutto dell’immaginazione e dei desideri del suo Io. Dovra, giudice in pensione che vive al terzo piano, avverte l’impellente bisogno di dialogare con il marito defunto e per farlo si serve di una vecchia segreteria telefonica appartenutagli. Ritorna in tal modo sul passato suo e di suo marito, sul loro ruolo di genitori-guardiani della vita del figlio Arad, ruolo che ha spinto quest’ultimo dapprima a un tragico errore, poi a compiere un gesto estremo che lo ha escluso per sempre dalla loro vita. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E, come nella Simmetria dei desideri, l’opera che ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Eshkol Nevo, dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare. 

Recensione: L’esigenza di comunicare, e dunque la solitudine, la nevrosi, il tradimento, l’isolamento – questi i temi trattati da Nevo nel suo Tre piani, alla luce della triade portata alla luce da Freud, i cui elementi (Es, Io, Super-io) vengono assegnati ciascuno ad uno dei piani della palazzina in cui si svolgono le vicende narrate. È Nevo stesso a offrire la chiave per interpretare i monologhi corrispondenti a ciascun piano (nel terzo monologo viene fatto esplicito riferimento a Freud e alla sua teoria). Lo stile è potente, e tutta la grandezza di Nevo emerge nello spessore affidato a ciascuna delle voci narranti e nella sua capacità di coinvolgere il lettore fino in fondo, in quel guazzabuglio di sensi di colpa, pulsioni represse e tormenti in cui ognuno dei personaggi è irrimediabilmente invischiato e da cui ciascuno di loro tenta disperatamente di uscire. Sullo sfondo di queste storie di debolezza e paura, Israele, Tel Aviv, un sistema ancora patriarcale che schiaccia in particolar modo le figure femminili. Una lettura intensa, un viaggio nella vita, nell’anima, nella psiche di personaggi indimenticabili e straordinariamente caratterizzati, bisognosi di narrarsi, di comunicare, di ascoltare e farsi ascoltare.

 

Andrea Giardina