• Titolo:Mai rinunciare ai tuoi sogni
  • Autore: Augusto Cury 
  •  Anno di pubblicazione: 2014
  • Editore: Taita Press
  • pagine 175

Questo libro è stato scritto per tutti coloro che hanno bisogno di sognare (bambini, giovani, genitori, professionisti) ma anche per psicologi ed educatori. Parla della scienza dei sogni, della mente dei sognatori, della personalità di coloro che non hanno rinunciato ai loro sogni. Soprattutto, questo libro insegna come pensare, perché il sogno ossigena l’intelligenza e irriga la vita di piacere e significato. L’autore è uno scienziato e psichiatra brasiliano, un fenomeno editoriale i cui libri sono tra i più venduti, e viene superato solo da un altro celebre autore, Paulo Coelho.

Mai rinunciare ai tuoi sogni: Sembra una frase scontata, retorica, quasi un invito alle illusioni, invece è il consiglio molto concreto, basato su dati di fatto, di uno psichiatra: Augusto Cury, il quale unisce la sua esperienza di medico, con affermazioni che derivano da veri e propri fatti circostanziati, al suo idealismo, citando personaggi che hanno dato una grande svolta alla storia, raccontando le loro vite e la loro caparbietà nell’inseguire i loro sogni e realizzarli.

Due ragazzi che appartenevano al mare. Stavano aggiustando le reti, quel giorno, due ragazzi la cui vita era il mare, e al mare erano sempre appartenuti, quando incontrarono il più grande sognatore della storia…Solo il suo sguardo li attirò, e come già aveva fatto qualcuno prima di loro, lo seguirono. Forse i loro sogni avevano incontrato quelli del Grande Sognatore? Cosa spinse Giacomo e Giovanni, questi ragazzi che erano sempre appartenuti al loro mare, a seguire questo sconosciuto? Forse sentivano che questo singolare uomo credeva in loro, ostinatamente e senza condizioni. Anche il fatto che avesse  scelto proprio loro, nessuno riuscì mai a spiegarlo, come del resto non si sa perché ne scelse altri, molti di loro ignoranti, o troppo impulsivi e pronti ad infiammarsi di rabbia, spesso anche troppo litigiosi. Solo uno di loro era freddo, calcolatore, pragmatico e forse, tra tutti, era l’unico a non essere un sognatore. Erano uomini di diverse personalità ed estrazione sociale e avevano molti difetti ma, nonostante tutto, questo grande Uomo che riuscì ad aggregarli, vide i loro pregi e volle scommettere su ciascuno di loro, continuando a credere nelle loro potenzialità e nella squadra speciale che aveva formato, e ad amarli tutti, nessuno escluso, senza “se” e senza “ma”.

Sono tante le vicende e le sfaccettature di questa storia che cominciò tanto tempo fa in Palestina, e si è tanto parlato di questo grande personaggio di Nazareth che diede inizio ad una nuova era, la cui esistenza cambiò la vita di miriadi di persone nel corso dei millenni, ma qui viene visto come qualcuno che ha creduto nei suoi sogni e li ha saputi trasmettere a coloro che all’inizio aveva scelto, andando oltre le apparenze e sapendo in fondo al suo cuore che la sua lungimiranza sarebbe stata premiata. Solo uno di loro, ahimè, che in apparenza era il più  “serio”,tranquillo e posato, con i piedi per terra,senza grilli per la testa, fu quello che si rivelò la più tragica delusione: si, proprio lui, Giuda Iscariota!

Il più grande venditore di sogni. Mi piace molto questa interpretazione dei personaggi di cui si narra nei Vangeli, in particolare questo modo insolito di vedere Gesù in una chiave di lettura diversa, al di là di dogmi e pregiudizi, nel suo essere uomo, ricco di intelligenza e di entusiasmo, un “venditore “di sogni per eccellenza, dove vendere è inteso in senso positivo, cioè significa dare qualcosa in cambio di qualcos’altro: dare amore, in questo caso, e dare sé stessi, essere un po’ “folli”, perché la vita, come dice l’autore stesso, è un contratto di rischio.

Ma oltre a Gesù l’autore parla della vita di altri tre personaggi, molto lontani da Lui nel tempo, che hanno creduto ostinatamente nei loro sogni, dopo avere, per tanto tempo, “collezionato sconfitte”, essere stati scherniti, e che nonostante tutto hanno continuato, al di fuori di ogni logica, a credere in ciò che sognavano, fino a quando non si è materializzato sotto gli occhi di tutti, scettici compresi.

Uno di questi personaggi è Abramo Lincoln, che ha affrontato il mondo con una forza interiore incredibile, non si è arreso neppure di fronte ad innumerevoli sconfitte, anzi, le ha sfruttate come opportunità per imparare, ha sviluppato ampie aree dell’intelligenza multifocale: pensare prima di agire, essere un costruttore di opportunità, costruire la propria storia, mettersi nei panni degli altri. Un altro personaggio è l’autore di questo libro, che racconta le sue difficoltà prima di realizzare i suoi sogni: uno dei più importanti, è, appunto, questa pubblicazione.

Un libro motivante, che affascina talmente tanto che ci si chiede perché sia finito e viene voglia di riprenderlo in mano e rileggerlo più e più volte. È anche banale dire che è terapeutico, perché è qualcosa di più: è molto incoraggiante, dà fiducia perché è un’opera di un addetto ai lavori, ma come abbiamo visto, non è un mero trattato tecnico di teorie o l’opera di un autore sdolcinato e retorico che ripete cose scontate, ma la voce appassionata di una persona che vuole trasmettere positività, e lo fa in modo chiaro, esponendo fatti concreti, rimarcando quanto sia essenziale l’immaginazione unita alla speranza e come la capacità di sognare influenzi il cervello in senso positivo. Cervello che non è visto solo come cervello fisico, ma anche come mente, emotività, sentimento,interiorità  che alla fine si riflette sulla realtà esterna.

Oserei dire che questo libro per certi versi spiega, seppure in modo diverso, ciò che da un po’ di tempo a questa parte ripetono i fisici quantistici, i coach motivazionali, coloro che scrivono di legge di attrazione, da Rhonda Byrne a Joe Vitale, a Italo Pentimalli, Alex Dada, Igor Sibaldi, Bob Proctor e molti altri: la convinzione che i pensieri positivi fanno bene alla mente ed aiutano a concretizzare gli obiettivi, mentre le credenze limitanti provocano l’effetto contrario e cioè limitano la realizzazione di essi. Ma, sostanzialmente, la positività è un motore molto potente: è questo il pensiero che diverse correnti hanno in comune col pensiero dell’autore.

Cecilia Piras