Si chiama sapiosexual, quando l’intelligenza diventa erotica, e attraverso nuovi studi scientifici apre le porte al grande potere erotico intellettivo, che stimola sia gli uomini che le donne. L’attrazione quindi non è realmente solo una questione di fisico: l’orgasmo passa anche attraverso il cervello e l’eros diventa qualcosa di estremamente mentale.

In molte conversazioni, sia maschili che femminili, mi è capitato spesso di non essere capita e a mia volta di non capire. Ci sono state amiche che mi hanno confidato di non essere per nulla attratte dal proprio compagno; altri amici maschi per fare colpo hanno banalmente puntato sul dirmi che per fare breccia su di me, un uomo mi deve rubare il cuore. Attrazione e amore, che dovrebbero scorrere pressappoco sulla stessa linea, spesso vengono confusi e spezzati per insoddisfazione o per quieto vivere, per un compromesso al quale si viene proiettati quando accontentarci ci basta, soprattutto se l’alternativa è stare da soli. In qualsiasi di questi casi, la mia riposta è sempre la stessa: la testa.
È il cervello quello deve davvero rapirmi un uomo per portarmi via dal mio centro e spostarmi verso il suo. Sul finire delle discussioni, mi veniva chiesto cosa c’entra il cervello con la pelle (il tanto discusso sesso) e il cuore (il molto famigerato amore)?

Per queste persone, tra pelle e cuore, il cervello può anche starsene in soffitta chiuso chiave. Questa ideologia che il corpo umano possa dividersi e scomporsi a seconda degli usi o dei sentimenti che dir si voglia, l’ho sempre trovata strana, ambigua e anche un po’ irrealizzabile.
La concezione di aver tutto sotto controllo e farsi andare bene il sesso senza testa – con chiunque basta farlo-  e l’amore senza attrazione -con chiunque basta amare- fa scaturire controsensi intricati e pericolosi, in cui si annidano, sotto spoglie ben vestite, tutti quei compromessi pronti a minare il nostro benessere.
Nel frattempo la testa, tenuta in disparte, se la ride di gusto in questa partita a ping-pong fra sesso e amore.
Come non capire che il cervello può essere il giusto regolatore, l’insieme di calcolo ed emozione, l’unione di ragionamento ed azione, il ricettacolo effettivo di tutto quello che noi proviamo, e dunque perché escluderlo?

Forse per il fatto che la sintonia mentale viene difficile da cercare, ed è ancor più rara da trovare. Farci piacere un’immagine visiva momentanea è facile, persino innamorarsi dell’idea di qualcuno, prima ancora che della sua persona, può essere abbastanza immediato. Ma quando è il cervello a valutare, ad esigere, l’effettivo raffronto fra reale e immaginario, fra ciò che desideriamo e ciò che abbiamo, può infrangersi in pochi istanti.

Basta provare a pensarci, quanti ci attraggono di corpo, quanti di cuore, quanti di testa? E, infine, quanti ci attraggono totalmente con tutti e tre gli elementi?

 

Un bilancio esiguo eppure a volte necessario per scacciare i classici cliché stile sole cuore amore o sesso senza sentimenti. Spesso ho visto che accade questo, si parte dalla pelle, si sosta sul cuore e infine si arriva alla testa. Ci sono anche tanti viaggi che partono e finiscono nello stesso punto, rapporti che decidono di essere incompleti, a volte con coscienza e altre volte con sofferenza. Oggi però anche la scienza lo ammette: questa testa troppo spesso dimenticata sembra essere un motore importante di attrazione, condivisione, amore.

E se è anche vero, come scrisse Pascal, che:  “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce” può essere altrettanto vero (e lo dico per esperienza) che se il cuore dice una cosa e la testa un’altra, non può esistere e sussistere un amore completo, forse nemmeno una seduzione reale.

Qualcuno potrebbe dire, ma non stavamo parlando di attrazione pura, istino senza logica?

Ma anche l’attrazione fisica, fine a se stessa, cosa può darci attraverso un corpo che vien comandato da un input mentale? Si pensa che, se consenziente, un corpo può essere libero di essere attraversato dal piacere, senza calcolare che è l’apertura mentale a determinare le percezioni che ci arrivano, l’affinità intima che si crea fra due cervelli ha la chiave del combaciamento corporeo, l’aprirsi di una voragine bellissima in cui ci si può mischiare con fiducia, con stima reciproca, con la propensione a volersi e scegliersi e conoscersi in un modo così libero, da non anteporre nessuna barriera fisica, anche se è con quella stessa fisicità che si vuole trasmettere emozione.

Oggi ci viene detto, scientificamente, che l’orgasmo parte dal cervello: è lì che si sprigiona la forza delle nostre sensazioni, così forti da vibrare nella pelle, da un corpo all’altro, incontenibili perché racchiuse in noi, totalmente, non solo lungo il bacino, ma in ogni angolo nostro e dell’altro, anche in quello più remoto. Il piacere diventa una mente unica che si amplifica nello spazio di due corpi.

Il cervello è la casa, il cuore la terra, la pelle il mondo. Tre confini in cui racchiudersi e fondersi, ampliare gli orizzonti, conoscersi, sparsi, in mezzo a molti altri.

Questo non vuole essere un inno all’amore puro e nemmeno un boicottaggio al sesso senza amore: ognuno, tenendo presente il termine consenziente, è libero di esprimere il proprio piacere come meglio crede, specie nel sesso, un emisfero realmente privo di regole e lo è in senso positivo.

Eppure ogni tanto bisognerebbe soffermarsi su quante emozioni sprecate, quanti rapporti sbagliati, quanti rancori si covano dentro, tutte le volte che noi ci accontentiamo di un’emozione a senso incompiuto.
Per paura di chiedere qualcosa di più, a noi e all’altro, ci facciamo bastare una notte di pelle e un mese di cuore, per poi restare una vita intera con la testa piena di questi pensieri, nemici e inibitori, dell’incontro vero fra due persone, che accade quando ad un’altra persona  si affida l’entrata in casa nostra, in un punta di piedi, a pelle sottile, a cuore scoperto e il cervello completamente aperto.

 

Marta Borroni