Per fare acquisti prima si usciva di casa, si entrava in auto, si imprecava contro il traffico delle grandi città, si discuteva, magari, per il posto del parcheggio, si scendeva dalla macchina e ci si abbandonava alle compere più sfrenate. Poteva capitare di trovare subito qualcosa o di rientrare a mani vuote. Perché spesso questo succedeva: quando si aveva possibilità di spendere, niente da comprare c’era. Tutto questo rituale è stato sostituito dallo shopping online. Così oggi si cerca in internet: amazon, privalia, saldi privati … Senza contare Facebook, ma soprattutto instagram, che in tal senso si rivela un alleato di non poco conto. Proprio qui, può capitare di imbattersi nei cosiddetti “artigiani” italiani, quelli che, andando controcorrente, non propongono prodotti seriali, ma opere di buona fattura, frutto di impegno e dedizione. Abbiamo così pensato di fare quattro chiacchiere con Antonella De Francisci, nota sui social come “MoscaCieca”, la quale ha deciso di dedicarsi anima e corpo al cucito, la sua vera passione.

 

D: Chi è “MoscaCieca”? Raccontaci di te. 

R: Mi chiamo Antonella De Francisci, sono nata e vivo a Verona, in una piccola casa col girdino con mio marito, i miei due bambini e due gatti. Faccio la mamma e cucio, proprio così. Mi piace molto anche curare il giardino e sperimentare in cucina. Adoro la Grecia e il Marocco, fare fotografie, illustrazioni… Insomma tutto ciò che è colore, ad esempio amo particolarmente scegliere i tessuti da abbinare per i mie lavori. Sono una persona creativa, un vulcano!

D: Parlaci della tua passione per l’artigianato. Come nasce? 

R: La passione per il cucito è nata un po’ per caso, come capita a volte alle belle cose! Ho avuto sempre un’attrazione nei confronti di chi sa “fabbricare” qualcosa, ma non avevo mai avuto occasione di cimentarmi. Ho fatto studi classici, senza applicazioni pratiche. Ho un diploma di liceo classico e una laurea in conservazione dei beni culturali. L’incontro con la macchina da cucire è avvenuto solo dopo la nascita del mio primo figlio, Brando. Prima ho provato a cucire qualcosa per lui e poi mi sono resa conto che mi piaceva molto. Potevo fare praticamente ciò che volevo! La scelta delle stoffe poi ha aperto la mente alla mia creatività…

D: In un’epoca di omologazione, made in china, merce a basso costo, non è una controtendenza proporre prodotti fatti a mano? 

R: Lo è assolutamente, ma probabilmente questa tendenza (mai così forte come in questi anni) nasce proprio dall’impossibilità di acquistare merce di qualità e originale nella grande distribuzione. Quando si fa un regalo o si vuole un oggetto speciale la scelta di ricorrere a un artigiano o a creatori che producono  pezzi unici è diventato l’unico modo di distinguersi.

D: Che cosa ti piace realizzare maggiormente? 

R: Ho iniziato con i vestiti per bambini, ma la mia  passione sono gli oggetti fruibili ogni giorno. Tipo astucci, borsette, pochette… Adoro spaziare e variare. Mi piace che siano pezzi unici, ognuno con una caratteristica solo sua e con stoffe che scelgo con cura on line nei negozi e nei mercati. Abbinare colori e fantasie è la parte che amo di più, come ho già detto. Ho una linea di astucci con illustrazioni originali di Alice nel paese delle meraviglie. Vado matta per questa favola, ne sono sempre andata matta. Mio padre mi leggeva il libro da bambina… È il perfetto esempio di quanto la stranezza riesca a essere meravigliosa!

D: Quanto contribuiscono i social network nelle vendite?

R: Sicuramente essi hanno un ruolo molto importante. Richiedono una grande quantità di tempo e attenzione, quasi quanto il lavoro stesso di cucito, ma possono essere una grande occasione per la divulgazione dei prodotti. Io vendo tramite etsy,  quindi un negozio on line in una grande piattaforma. Il collegamento del negozio ai social è fondamentale. Fare belle fotografie che attraggano anche solo con uno sguardo è di capitale importanza.

D: Qualche idea carina da regalare in vista del Natale, di un compleanno o semplicemente per stupire qualcuno?

R: Come regalo di Natale, secondo me, sono perfetti i “porta tortiera”. Si tratta di una semplice borsa con i manici sviluppata in maniera tale da permettere di portare una teglia senza che si rovesci mai. Ovviamente coloratissima! I portatutto, invece, sono disponibili in varie misure e sono perfetti da tenere in borsa o sulla scrivania. Con la fantasia ci si può sbizzarrire!

D: Vendere online e vendere ai mercatini. Qual è la differenza sostanziale? 

La vendita online risente moltissimo dell’influenza dei social e quindi di quanta visibilità si riesce ad acquisire. È soggetta al tempo che si può dedicare alla gestione del negozio e al postare fotografie. Il pubblico è sconosciuto e solo molto inserito dal punto di vista tecnologico. I mercatini hanno il grande vantaggio del “tu per tu”, che permette invece di confrontarsi, toccare con mano, chiedere informazioni e arrivano a tipologie di utenti più vaste. Anche la signora che ha piacere di verificare la qualità delle cuciture può essere soddisfatta! Per riuscire, in questo genere di attività, sono entrambi necessari.

D: Può dare l’artigianato un contributo al turismo? 

R: Certamente. Il pubblico è molto attratto dall’artigianato e la creazione di eventi ad hoc è senz’altro un modo di attrarre il turista.

D: La domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto sentire? 

R: Beh… Qualcosa tipo: cosa ti aspetti dal futuro? Mi piacerebbe riuscire a rendere questo lavoro un impiego a tempo pieno. Poter vivere della propria passione è un sogno che spero un giorno di poter realizzare. C’è ancora strada da fare, ma la determinazione non manca!

 

Cristina La Bella

 

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