Titolo: L’Impero del sogno

Autore: Vanni Santoni

Casa Editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: Ottobre 2017

 

Sinossi: Federico Melani, detto Mella, é un ragazzo di Figline Valdarno, piccola località toscana, in rotta con tutto e con tutti. Iscritto a Giurisprudenza, dove ha sostenuto un unico esame (anche se continua a mentire ai suoi), è sostanzialmente annoiato dalla vita e non fa altro che trascorrere le sue giornate in un negozio di fumetti, rifugiandosi tra i giochi di carte e le chiacchiere da bar. Inaspettatamente, però, il giovane si trova coinvolto in un sogno che sembra continuare ogni qual volta si addormenti, un sogno seriale che sembra continuare anche senza di lui, e in cui  è uno dei delegati in un congresso cruciale per il destino di molti mondi. Sogno e realtà  iniziano a confondersi e il giovane preferirà le avventure nel mondo onirico,, dove tra Draghi, alieni, dei e altre creature bizzarre dovrà affrontare diverse situazioni e prendersi cura di qualcuno come mai aveva fatto nella sua vita.

Recensione: Il nuovo romanzo fantasy di Vanni Santoni L’impero del sogno si presenta come un prequel degli altri due racconti intitolati Terra Ignota (Ed. Mondadori) e, come l’autore stesso sottolinea nella Nota finale, prende forma da un vero sogno fatto nel 2011 a Londra. La veridicità e la vividezza di quell’avventura notturna di Santoni, che sogna proprio le stesse cose che sogna il protagonista del libro all’inizio della storia – ossia il fatto di ritrovarsi come delegato in un congresso, il palacongressi, gli alieni, i Draghi e le altre creature immaginarie – lo hanno portato alla stesura di quest’ultimo lavoro. Le prime pagine sono una vera e propria trascrizione di quel sogno, ma da ciò Santoni realizza un vero e proprio mondo altro, il mondo onirico, la cui rappresentazione somiglia a un gioco di scatole cinesi. In questo labirinto di luoghi e personaggi sapientemente e minuziosamente descritti dall’autore, tanto da lasciare poco margine alla fantasia del lettore, prende forma il mondo ideato da Mella, alimentato dai suoi ricordi e memorie di bambino, dalle sue paure e dalle sue aspirazioni e idealizzazioni.

«Sì. Gli Inventigatori. Non era quel fumetto che avevi fatto quando eri alle elementari? C’avevi una fantasia… Chi c’era, Marconi, poi non ricordo che altro inventore della Storia…»

Resto lì piantato. È vero. Gli inventigatori. Li avevo inventati io. Un gruppo di inventori di varie epoche che erano anche investigatori. Guglielmo Marconi, Zoroastro da Peretola e Celestino Galli, il polimata di Cantù. O era Carrù?

«Gli avevi dato anche un loro mezzo, il sottoterrino, ricordi?

Ti faceva ridere così tanto…» […]

Era tutto qua? Un sogno più intenso, con più continuity, per dirla con la Marvel? Che minaccia può mai recare qualcosa che viene dalla mia stessa mente? No, qua sto adattando le risposte alle domande. Ci deve essere di più…

E ovviamente la risposta alla domanda di Melani è più che ovvia “NO, non è tutto qua”. In questo mondo onirico, che pur prende vita dal suo passato, infatti, egli dovrà fare i conti con la persona che è e con ciò che vorrebbe diventare, con il suo presente e il suo futuro, con la sua incapacità di assumersi delle responsabilità, che è un tratto a volte troppo comune tra gli adolescenti. Si troverà a dover prendere delle decisioni e quindi, in un certo senso, a crescere. Si potrebbe classificare L’impero del sogno quale Bildungsroman, ossia un romanzo di formazione, in cui la figura protagonista, da Santoni disegnata in modo attento, anche attraverso scelte linguistiche che si adattano perfettamente al personaggio, come l’uso del gergo giovanile o le continue citazioni e rimandi al mondo dei videogames, dei cartoni animati e dei fumetti, si evolve nell’arco della narrazione, seppure ciò avviene unicamente durante i suoi sogni. E nella realtà? Beh, dovrete arrivare fino all’ultima pagina per scoprirlo…

 

Giulia Mastropietro