The Walking Dead sta per tornare! Si apre lunedì 23 ottobre l’attesissima ottava stagione della serie, visibile in Italia sul canale Fox di Sky.

Per chi ancora non avesse avuto modo di vederla, la trama è quella tipica del filone cinematografico degli zombie, che ha caratterizzato le pellicole da 40 anni a questa parte: scoppia una misteriosa pandemia a causa della quale i morti improvvisamente si risvegliano e popolano la terra in uno stato semi-vegetativo, vagando in cerca di cibo. Come è facile immaginare, le prede predilette di questi esseri mostruosi risultano essere le persone ancora in vita.

Viene dato il via ad uno scenario post-apocalittico, in cui i sopravvissuti sono costretti a lottare giorno dopo giorno, trovandosi non soltanto a dover sfuggire agli zombie ma anche a doversi procurare le risorse di cui essi hanno bisogno (cibo, medicinali e un tetto sotto cui dormire), girovagando attraverso boschi desolati e città diventate fantasma. Si formano così dei gruppi, paragonabili a delle rudimentali tribù, in cui si cerca di sopravvivere nel migliore dei modi, muovendosi in territori in cui il pericolo è costante e le garanzie di riuscita risultano minime. In particolare, la serie si concentra sul gruppo guidato dal vice-sceriffo Rick Grames che, formatosi nei dintorni della città di Atlanta nello stato della Georgia, si troverà costretto a vagare senza una meta precisa alla ricerca di un punto in cui poter ricostruire un futuro vivibile. Con il passare del tempo i personaggi subiranno inevitabilmente dei mutamenti caratteriali e si evolveranno rispetto a quello che essi sono stati nella vita prima dell’apocalisse. Rick ad esempio, ritratto nella prima stagione come un uomo comune pieno di dubbi e insicurezze, sarà capace, quando la situazione lo richiederà, di una violenza straordinaria degna di una bestia selvaggia, mentre Daryl Dixon (che diventerà il braccio destro di Rick), inizialmente caratterizzato come individualista, ribelle, distaccato e dal passato criminale, si rivelerà sensibile, leale e atto alla collaborazione di gruppo.

In uno scenario cupo e privo di ogni regola tipica delle società organizzate non potevano inoltre mancare i cattivi: dei personaggi cioè che fanno della prevaricazione violenta e dei soprusi la loro ragione di vita. Nella terza e quarta stagione il pubblico ha così fatto conoscenza con il Governatore, impersonato dall’eccellente Brian Heriot e caratterizzato da una personalità psicopatica e sadica, portato alla manipolazione nelle interazioni interpersonali e smanioso di distruggere il gruppo a cui fa capo Rick. Allo spettatore non è dato di sapere molto riguardo al passato di questo antieroe, per cui non è ben chiaro quale sia stata la causa scatenante delle sue perversioni e manie di grandezza, ma forse è proprio questo a rendere il Governatore terrificante: la laconicità del passato del personaggio unita alla violenza di questo inibisce la razionalizzazione da parte dello spettatore, il quale tende quindi a identificare il cattivo di turno con il male assoluto. Questo risulta ancor più evidente nel caso di Negan, cattivissimo e brutale assassino che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso per tutta la stagione passata. Questo antagonista esercita la violenza e il sadismo per puro piacere. Da sadico di razza pura egli è incapace di un qualsiasi rapporto umano che non implichi qualche forma di sopruso. Ma la violenza di Negan ha anche lo scopo di tenere in soggezione i gruppi di sopravvissuti che gravitano intorno ai Sapienti, di cui egli è a capo, in modo da assicurarsi le provviste di cibo e altre risorse, attraverso una sorta di sistema esattoriale che ricorda il sistema delle imposte nella società antiche.

Ecco quindi la lotta per la sopravvivenza rappresentata in maniera nuda e cruda: l’uomo che deve ripartire da zero dopo l’apocalisse, in un contesto che vede prevalere la legge del più forte. L’uomo che da stanziale (ri)diventa nomade e vaga in cerca di cibo e di una dimora sicura, che si trova a dover affrontare con pochi mezzi le forze della natura (in questo caso una misteriosa e inspiegabile epidemia) e gli appartenenti alla sua stessa razza, divenuti spesso nemici implacabili e crudeli. La forza di The Walking Dead sta proprio nel suo carattere primordiale e nell’autenticità caratteriale dei personaggi la cui manifestazione diventa inevitabile in un contesto di caos totale. L’uomo si conosce veramente quando si trova in situazioni di pericolo estremo e noi, da spettatori, seduti comodi sulle nostre poltrone possiamo solo immaginare di trovarci nei panni dei nostri eroi sullo schermo e nello stesso contesto in cui probabilmente si trovarono i nostri antenati milioni di anni addietro.

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Marco Orrù