Titolo: Terremoto

Autore: Chiara Barzini

Casa editrice: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Sinossi: È l’agosto del 1992, e Eugenia, protagonista del romanzo, si è traferita da poco più di tre mesi a Los Angeles. A condurla in quella città, in quel posto “dov’è sempre estate” è il sogno di suo padre Ettore di girare un film e fare carriera nella tanto agognata Hollywood. Le scelte dei genitori ricadono sui figli, e il passaggio da Roma alla San Fernando Valley non è per niente facile per Eugenia, nella piena adolescenza, e per suo fratello minore. La ragazza sceglie dapprima l’invisibilità, poi, dopo aver perso la verginità in un cimitero indiano con un pellerossa che fumava marijuana e un pizzico di peyote, si rifugia nel sesso occasionale e nella droga, negli incontri fugaci con il suo amico Arash e nell’ossessione per quella ragazza bionda dal viso coperto di lentiggini; senza mai togliere di dosso il suo “costume di gomma”, che le impedisce di provare emozioni, che le sembra l’unico modo di affrontare quella realtà.

Recensione: Lo scorso 26 settembre Mondadori ha pubblicato il romanzo di esordio di Chiara Barzini, giornalista affermata sia in America, dove si è trasferita con la sua famiglia da adolescente, che in Italia. Il racconto, che è stato pubblicato dapprima in inglese e poi tradotto dalla stessa autrice in italiano, prende spunto proprio dalla sua esperienza personale, sebbene personaggi e vicende siano del tutto inventati; e di ciò ne risente in modo eccezionale la scrittura della Barzini quando si dedica alla descrizione di quei luoghi lontani in cui la storia è ambientata. Dal canyon, alla San Fernando Valley, si ha l’impressione di percorrere quelle strade assieme ad Eugenia, di percepire il cielo grigio d’inquinamento della Valley e poi perdersi nel blu senza fine che sovrasta il canyon, o di respirare l’aria carica di polvere nel negozio di Henry. La cura nella descrizione dei dettagli rende tutto nitido e mostra un mondo lontanissimo dalla nostra “piccola” realtà italiana, un mondo in cui ci si sposta soltanto in automobile, dove all’ingresso delle scuole ci sono i metal detector e le sparatorie fra gang sono all’ordine del giorno. La California non riesce ad accogliere Eugenia che continua a sentirsi diversa, emarginata, sradicata dalle sue origini che riaffiorano qua e là attraverso le prove di suo padre davanti allo specchio per migliorale la pronuncia e le lezioni di cucina di sua madre, o nell’etichetta di “tomato italiano” affibbiata a suo fratello. Ciò che le resta da fare è costruirsi un metaforico costume di gomma che le permetta di immergersi in quella realtà di droga, feste illegali nei deserti e sesso, senza sentire niente, senza provare alcuna emozione.

“Il mio nuovo costume di gomma era l’accessorio perfetto per affrontare paure, cambiamenti e smarrimento, aveva anche un cappuccio che funzionava da casco. Potevi sbattere la testa contro un muro e non sentire nulla.[…] Cominciai ad affrontare le giornate come se fossero quei sogni in cui hai gli occhi aperti ma vedi male. Anche la mia visione periferica era oscurata dal costume e dalla sua sostanza elastica, e io riempivo quello spazio buio con la presenza del sesso, ovunque, con chiunque e con grande frequenza. Avrei fatto qualunque cosa pur di farmi notare.”

Il terremoto che da’ il titolo al romanzo, quindi, è sì il sisma del 1994 di magnitudo 6,7 che ha sconvolto la città, ma è anche la metafora di ciò che avviene in Eugenia; i continui crolli nella sua identità fino a trovare nel caos di Los Angeles la sua vera essenza e la forza di ricominciare. In sottofondo si staglia il sogno americano, quell’ossessione di una fortuna smisurata oltreoceano che ha incantato e attirato molte persone e che l’autrice delinea sapientemente. Ettore e Serena ne sono totalmente in balia, ammaliati come Ulisse dal canto delle sirene, tanto da non accorgersi del grande sforzo richiesto ai propri figli nel lasciare Roma. Tuttavia, Los Angeles avrà un forte impatto anche su di loro, sebbene siano adulti. Si può dire, quindi, che questo sia un romanzo di formazione che non riguarda unicamente il personaggio protagonista, ma tutta la famiglia Petri.

Giulia Mastropietro