La nomina dei Premi Nobel viene ogni anno seguita da molte persone in diretta, e per quanto concerne quello della letteratura 2017, non sono stati in pochi a rimanere sorpresi di fronte al vincitore: la presidente dell’Accademia di Svezia, Sara Danuis, ha infatti annunciato il nome di Kazuo Ishiguro, che ben pochi si aspettavano rispetto ai favoriti, come Murakami, o a quelli “di nicchia” e considerati classici, i quali erano estremamente quotati a discapito della clamorosa e non poco contestata vittoria di Bob Dylan dello scorso anno.

A rimanere sorpreso più di tutti in ogni caso, è stato l’autore stesso, che ha dichiarato tra le risate: “Pensavo fosse uno scherzo o un caso di fake news. Avrei fatto lo shampoo, se avessi immaginato di avere visite da giornalisti di mezzo mondo“.

Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l’8 Novembre 1954 ma da piccolo si è trasferito a Londra, dove tutt’oggi vive con la moglie: si considera inglese naturalizzato, ed è infatti così che la presidente l’ha annunciato al mondo, spiegando di seguito le motivazioni che hanno portato alla decisione finale: “Per avere rivelato l’abisso al di sotto del nostro senso illusorio di connessione col mondo, in romanzi di grande forza emotiva… Se si mettono insieme Jane Austen e Franz Kafka, ecco in nuce Kazuo Ishiguro, a cui però va aggiunto un po’ di Marcel Proust. Poi si mescola un po’ ma non troppo, ed ecco i suoi romanzi”.

Mescolando la sua personalità giapponese e inglese dunque, Kazuo è in grado di creare capolavori letterari unici, grazie anche al suo stile equilibrato e definito dal New Yorker  “Piatto come il mare ma con un’invisibile profondità al di sotto. Evita ornamenti ed eccessi e sembra apprezzare cliché, banalità, episodi scialbi e un’atmosfera con una strana calma diffusa, la cui mite presenza sembra irreale e minacciosa”. Tra i suoi romanzi più famosi troviamo “Quel che resta del giorno” (da cui è stato tratto l’omonimo film del 1989 con Anthony Hopkins ed Emma Thompson, “Non lasciarmi” (titolo del film del 2005 da cui è stato tratto, con Carey Mulligan e Keira Knightley)  e “Il gigante sepolto”, pubblicato dopo 10 anni di silenzio e visto come un’allegorica rivisitazione del senso della memoria  e della Storia.

Tutti i suoi libri sono scritti in prima persona e per la maggior parte ambientati nel passato: quella di Kazuo Ishiguro è una letteratura classica ma anche popolare allo stesso tempo, espressiva, profonda nella rappresentazione dell’umanità, soprattutto del suo fallimento e della sua rassegnazione, e fulminante nel suo metterci di fronte agli enigmi che popolano l’esistenza. Per lo scrittore, il Nobel si tratta di “un magnifico onore, soprattutto perché significa che sto seguendo le orme dei più grandi scrittori di sempre. Il mondo sta attraversando un momento difficile e spero che tutti i premi Nobel siano una forza in qualche modo positiva per il tempo di adesso. Sarei profondamente commosso nel contribuire in qualche modo a un’atmosfera positiva, in tempi così incerti.”

Angelica Corà