Titolo: La bambina dell’Oceano

Autore: Lorenzo Crescentini

Editore: Youcanprint selfpublishing – versione e book scaricabile gratuitamente su Kindle.

Prima edizione digitale: 2015.

 

Sinossi: “Nel sogno camminava sotto l’oceano. C’erano voci, c’erano suoni. C’era la luce che filtrava ondeggiante tra migliaia di bolle in sospensione. C’era la poesia di un cosmo segreto, celato al di sotto del visibile. Lui camminava e guardava, sapendo che la strada di sabbia che percorreva lo stava portando dall’altra parte: una volta emerso si sarebbe trovato nel mondo che aveva lasciato. Camminava, augurandosi che il sogno durasse abbastanza per arrivare di là.” C’è una spiaggia, sulla costa australiana, dove i sogni si comportano in modo insolito. E dove uno scrittore solitario incontra una bambina che ama il mare.

Recensione: Tra sogno e realtà, tra inconscio e pensieri coscienti, l’autore riesce a trovare un incredibile equilibrio tra la dimensione onirica e quella reale. Ricardo è uno scrittore che va a vivere su una spiaggia solitaria della Costa australiana, per poter realizzare in pace la stesura di un suo nuovo romanzo. Ma è anche scusa per staccarsi un po’ da cose ed affetti lasciati dall’altra parte dell’Oceano, in un altro Continente, in una sorta di pausa di riflessione.

Niente di meglio, per stare in pace con sé stesso, che sedersi nella sua veranda che dà direttamente sulla spiaggia e ritrovare i suoi pensieri più profondi di fronte a quell’immensità che calma e al contempo sembra scavare dentro, entrare nelle paure, nei desideri e nei..sì, proprio nei sogni. Tutto si aspetterebbe Ricardo, ma non di trovarsi una mattina, proprio vicino alla sua veranda, una bambina. Non è una visione, ma una bambina in carne ed ossa: forse si è persa?

In tal caso, bisognerebbe cercare i suoi genitori oppure avvisare qualcuno! Ma in  realtà Perla non si è persa, ma viene da un posto particolare: è il Paese dei sogni, che si trova esattamente sott’acqua. Perla si è incuriosita perché non conosce il “mondo di sopra”, perciò ha deciso di avvicinarsi per vedere com’è. Seppure il romanzo ricordi un pochino la celebre Sirenetta, non è un racconto per bambini, ma sembra un punto d’incontro tra il mondo dell’infanzia, puro, semplice, ricco di fantasia, con quello degli adulti. Ricardo e Perla trovano, infatti, un’affettuosa complicità, tanto che la bambina prende l’abitudine di andare a trovarlo tutti i giorni, per parlare a lungo con lui, ed è un reciproco raccontarsi, confidarsi come due vecchi amici.  Perla gli descrive il suo Paese e lui arriva a confidarle i suoi problemi e i suoi dispiaceri, la nostalgìa per ciò che si è lasciato dietro, il rammarico per qualcosa che sarebbe potuto essere e non è stato, o che è stato interrotto. Si, perché le confidenze del giovane riguardano soprattutto una donna che vive nell’altro Continente e tutte queste cose Ricardo riesce a confidare alla bambina, che nella sua ingenua saggezza gli dà dei consigli, ravvivando le sue giornate con le descrizioni del suo Paese e le spiegazioni di cosa siano i sogni e a cosa servano. La bambina riesce anche a comprendere i sentimenti di Ricardo più di quanto lui stesso non riesca a fare.

Una storia che fa riflettere, in una perfetta sincronia tra mondo onirico, dove tutto è possibile, e dove, come dice Perla, tutti si possono incontrare, e mondo reale, dove spesso si smette di sperare. Quasi un monito a non rinunciare ai propri sogni, che possono arricchire la vita e aiutare a viverla appieno, e a superare la paura di conoscere la parte più profonda di noi stessi. Ma è anche una storia da leggere tuta d’un fiato, allietata dalla descrizione di un mare bellissimo che ci sembra quasi di avere davanti, che dà al lettore l’impressione di trovarsi fisicamente in quella veranda sulla spiaggia a godere di quella vista, di quei profumi e di quei suoni che rinfrancano l’anima, e quindi viene voglia di rileggere.

Cecilia Piras