Dopo aver diretto dei grandissimi titoli come Seven, Gone Girl e Zodiac, il regista David Fincher si è lanciato in un nuovo progetto targato Netflix, attirando su di sé le attenzioni di tutti i suoi fans. In particolare, gli amanti dei generi crime e thriller troveranno pane per i loro denti in Mindhunter. Il nome potrebbe non giungervi nuovo, visto che lo show è stato ispirato dal libro Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit , scritto da Mark Olshaker e Jhon Douglas, due ex agenti speciali e  scrittori che hanno fatto del genere thriller il loro biglietto d’ingresso al successo.

La prima stagione di Mindhunter sarà composta da una decina di episodi, ma Netflix ha già dato la possibilità di girare una seconda stagione ancora prima del debutto ufficiale, che sarà il 13 di ottobre. Certamente la regia, la produzione e il cast fanno ben sperare nelle grandissime potenzialità di questo show, chissà che non diventi un vero cult dei nostri anni. Al timone, come abbiamo detto, ci sarà David Fincher, ma molte altre celebrità hanno creduto nel progetto:  Charlize Theron e Joshua Donen sono solo due dei grandi nomi tra i produttori esecutivi della serie. E il cast non è certo da meno : Jonathan Groff (American Sniper) sarà tra i protagonisti di Mindhunter, insieme a Holt McCallany (Sully). Accanto a loro rivedremo Anna Torv, che dopo il successo nella serie Fringe era sparita dalla scena televisiva, ma che tornerà sicuramente a splendere in questo suo nuovo incarico.

Ma cosa vedremo di preciso in Mindhunter? Innanzitutto il lavoro meticoloso e precursore delle più moderne tecniche di profiling utilizzate per catalogare e scovare i peggior serial killer. Jhon Douglas ha dedicato la sua carriera ad intervistare i peggiori stupratori seriali ed assassini d’America per entrare nella loro menti e carpire il loro pensiero al fine di poter prevedere le mosse di soggetti simili, risolvendo quindi i casi in modo più preciso e veloce. La serie Mindhunter si basa interamente su questo: nella cornice storica dei primi anni ‘80, Bill Tech ( Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff), due agenti dell’unità scienze comportamentali, intervistano i serial killer già consegnati alla giustizia per comprenderne la personalità e il modus operandi, per poi utilizzarli a loro favore di casi ancora irrisolti. Impossibile non notare la somiglianza con altre serie del genere come Criminal Minds o Lie to me. In Mindhunter ciò che incuriosisce è certamente la veridicità di quello che andremo a vedere: molti dei casi trattati e dei serial killer intervistati sono personaggi e vicende realmente accadute. La trama c’è, la regia anche: Mindhunter è pronta per una partenza da non perdere il 13 ottobre su Netflix.

 

Chiara Merli