Il 25 settembre 2015, il nostro paese ha aderito ad “Agenda 2030” dell’Onu, il cui scopo è quello di stabilire ben 17 obiettivi di sviluppo sostenibile in diversi ambiti, tra cui economia, salute, società e ambiente. Come si può evincere dal titolo di questa iniziativa, per il raggiungimento dei traguardi in questione rimangono 13 anni. Secondo quanto affermato dal rapporto 2017 dell’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) presentato giovedì 28 settembre alla Camera dei Deputati, alla cui redazione hanno lavorato ben 350 esperti, sembra non essere rosea la situazione in cui l’Italia si trova e pertanto il conseguimento dei diversi scopi sarà piuttosto difficile.

Per quanto riguarda l’economia, è stato verificato che dal 2007 ad oggi il Pil pro capite italiano sia diminuito notevolmente e che la povertà sia raddoppiata. La situazione è piuttosto critica anche per quanto riguarda la sicurezza sulle nostre strade: il tasso di mortalità dovuto ad incidenti, in Italia, è infatti significativamente superiore rispetto a quello della media europea (54,2 contro 50,6 vittime per milione di abitanti). Ci sono però anche dati positivi. Si sono verificati miglioramenti nel campo della sicurezza alimentare e della consapevolezza del consumatore, sul fronte delle energie (è aumentato il consumo delle fonti rinnovabili, che sono arrivate a pesare il 42% nella produzione), in tema di salute (grazie ai molteplici progressi della medicina) e nell’ambito delle pari opportunità in quanto, ad esempio, il numero di donne presenti nei consigli di amministrazione delle aziende è aumentato di numerosi punti percentuali nel corso degli anni. Secondo Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis, per compiere passi avanti l’Italia avrà bisogno di sviluppare politiche integrate e compiere scelte strategiche mirate, oltre che di adottare un profondo cambiamento culturale. Il rapporto Asvis suggerisce, tra il resto, di completare l’iter di approvazione delle leggi e invita il Governo a redigere linee guida per gli enti amministrativi statali: solo così saranno applicati opportuni metodi organizzativi e si potrà quindi pensare di raggiungere gli obiettivi prefissati dagli impegni internazionali.

 

Marika Sauria