TITOLO: Aspettami fino all’ultima pagina

AUTORE: Sofia Rhei

EDIZIONI: Newton Compton 2017

PAGINE: 253

 Sinossi:Ci sono tanti modi per vincere alla lotteria.Di sicuro, uno dei migliori è incontrare la persona perfetta con cui stare prima di compiere venti anni”. Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi, e certamente questa lotteria non l’ha vinta, mentre la sera scende aspettando invano Alain che finalmente ha deciso di lasciare la moglie ( dice lui). Decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama. Il signor O’Flahertie è un terapeuta, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, ed al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita, perché: “Per guarire dai mali del cuore la letteratura è un farmaco potentissimo”.

Recensione:La causa della maggior parte delle malattie siamo noi stessi. Pertanto, per curarle, serve una strumentazione capace di penetrare nella parte più segreta, nella parte più vulnerabile del nostro essere. Esiste qualcosa che possa arrivare più a fondo di un libro, che possa calarsi più profondamente nell’anima?”. Quante di noi hanno vinto la lotteria dell’amore prima dei 20 anni? Già è un successo vincerla anche se l’età non è più verde! Ma come Silvia, anche non essendo alle prese con storie extraconiugali; spesso siamo legate a persone che non ci arricchiscono,  non permettono la nostra personale realizzazione. Leggendo questo libro, ci viene spontaneo chiederci se esista davvero qualcuno capace di aiutarci con i libri, un  mounsieur O’Flahertie. Il romanzo scorre in maniera piacevole, aspettandosi una lettura incentrata sulla  terapia psicologica, ne troviamo invece una sull’amore: verso un uomo, ma anche e soprattutto il libri ed i personaggi che li popolano. Anche se all’apparenza è un’opera leggera, porta il lettore ed ancor più le lettrici ad interrogarsi sui propri meccanismi esistenziali. Non tutte coloro che lo leggono avranno una storia segreta, ma molte saranno attaccate in maniera, a volte leggermente patologica, a qualcosa (amicizia, ambiente relazionale, modo di vivere). Ho apprezzato che ci si soffermi sull’azione dei libri nella nostra vita (un’ idea originale, poiché non sempre leggiamo con il cuore ma solo con gli occhi); testi che non sono altro che specchi, in cui riflettere noi stessi: i ragionamenti fatti da soli hanno più effetto se li leggi tra le pagine di un libro.

Quante volte dubitiamo prima di sapere se riusciremo a calarci completamente in un libro, se riusciremo ad affidarci alle sue pagine fino al punto di riversare noi stessi nella lettura. In rare occasioni succede che, terminando di leggere un libro, avvertiamo di essere stati condotti verso un punto a cui avevamo bisogno di arrivare. E succede solo quando le pagine sono state poco più che un pretesto per trovare un luogo luminoso dentro noi stessi”.

Certamente è un’opera per il pubblico femminile; poteva essere forse più sviluppata al livello del vissuto psicologico, ma nel complesso non pretende di essere diversa da quella che l’autrice ha pensato: un racconto fresco ed imprevedibile per lo sviluppo della storia, che certamente non ti aspetti. Non posso svelarvi quale sia, e forse si rimane un po’ perplessi,ma nel complesso abbiamo un romanzo per adulti a cui resta però l’impronta della fiaba. Il mondo fiabesco  con i suoi autori è più volte citato; l’autrice mostra molta dimestichezza con Grimm, Perrault, Madame d’Aulnoy, Suzanne de Villeneuve, ed ancora Cenerentola, Pelle d’Asino, La Bella e la Bestia. Allora non vi resta che scoprire come Silvia “Solaetriste” diverrà ben presto “Iosalva”. Buona lettura!

 

Arianna Puri