Esattamente allo stesso livello di Forrest Gump, Rain man (in italiano “L’uomo della pioggia”) si presenta come uno dei prodotti più geniali e realistici delle pellicole di Hollywood. Un cast d’eccezione, tra cui Dustin Hoffman e Tom Cruise, permette la riuscita di questo capolavoro da vedere almeno una volta nella vita. Il tema non è dei più semplici, ma viene trattato con leggerezza: si tratta dell’autismo. Il protagonista è Charlie, interpretato da Tom Cruise, il quale apprende, dopo la morte del padre, di avere come unico familiare Raymond, Dustin Hoffman, suo fratello maggiore, di cui ignorava l’esistenza. Inizialmente convinto di voler rinchiudere suo fratello in qualche istituto, Charlie deciderà poi di prendersene cura lui stesso. Conoscerà così una persona malata, sì, ma piena di sensibilità, di intelligenza acuta, dotato di una memoria infallibile, che lo porterà ad amarlo sempre più. Infine, scoprirà che quel fratello maggiore con tanti problemi, coinciderà con quella figura che da bambino gli raccontava favole e cantava canzoni per farlo divertire, scoprendo con grande entusiasmo che non faceva parte della sua immaginazione, ma era ed è reale e ha il suo stesso sangue. La pellicola fu diretta dallo sceneggiatore Barry Levinson, le riprese durarono poco più di due mesi e venne finalmente presentato al mondo nel 1988, superando i 350 milioni a livello mondiale e vincendo quattro premi oscar: migliore regia, miglior film, migliore sceneggiatura originale e miglior attore protagonista, grazie al talento di Dustin Hoffman, che riuscì a rendere con leggerezza la figura del malato.

CURIOSITÀ’: In realtà, la scelta di Levinson avvenne soltanto in seguito alla rinuncia di Spielberg, che avrebbe dovuto gestire la produzione, ma rifiutò a causa di un impegno legato a un capitolo di Indiana Jones. Anche la scelta degli attori fu casuale: Dustin Hoffman fu inizialmente selezionato per far la parte di Charlie, ma dopo aver conosciuto la dura realtà del mondo dell’autismo, volle interpretare Raymond, prevaricando la proposta della scelta di Bill Murray. Per Charlie venne, infine, scelto Tom Cruise, allora giovanissimo. Punto vincente del film è l’arrivo della realtà sullo schermo – «è un film che parla delle persone – disse Levinson – Sono proprio i personaggi a parlare, non c’è una storia, c’è un personaggio che espone i suoi problemi e i suoi drammi». Fu questa la vera scommessa per il regista. Durante le riprese del film, soprattutto il tempo dedicato all’ultima scena, emblema del rapporto tra i fratelli, ci fu uno sciopero degli sceneggiatori, la cui mancanza non si evince grazie alla bravura degli attori. Il regista fu talmente legato a questo lavoro, da voler entrarvi direttamente: ecco che Levinson fa la sua comparsa in un cameo, interpretando un medico fiscale.

ERRORI: Nel film sono presenti alcuni errori, vediamo quali. Dustin Hoffman attribuisce all’Australia 60.200.000 abitanti. In realtà all’epoca ne aveva 18.000.000. In alcune scene Charlie fuma all’interno dei locali pubblici, nonostante in America fosse severamente vietato. Inoltre, quando Hoffman si trova da solo nella casa e si riflette davanti al forno a microonde si vede chiaramente riflessa la telecamera. Errore sfuggito dal regista o voluto?

Programmazione sky: in onda mercoledì, alle 21.00 e Giovedì alle 11.25 su Sky Cinema Classics.

Link: Video del vincitore dell’oscar miglior attore, Hoffman : https://www.youtube.com/watch?v=ErqHXzhSuv4

 

Simona Abbate Sidoti