In una nazione moderna ed avanzata, i servizi destinati ai cittadini dovrebbero essere, a meno di rari ed inevitabili episodi, sempre efficienti e perfettamente funzionanti. Spesso, invece, nel nostro paese sorgono numerose polemiche, dovute al mancato funzionamento oppure alla cattiva organizzazione di tali servizi fondamentali.

Tra i diversi ambiti in cui il malfunzionamento pare essere quasi una costante, è da sottolineare quello riguardante la macchina dei soccorsi in quanto, dovendo quest’ultima operare per la salute e la sicurezza dei cittadini, sue eventuali carenze potrebbero avere conseguenze gravi e spiacevoli.

Negli ultimi giorni, è stato al centro della cronaca il caso del giovane Antonio Scafuri, 23 anni, il quale ha purtroppo perso la vita dopo essere stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Loreto Mare ed aver atteso alcune ore prima di essere sottoposto ad un accertamento diagnostico. Sulla vicenda le autorità competenti stanno attualmente cercando di fare chiarezza, ma un evento simile è inaccettabile, in quanto la priorità dei presidi ospedalieri deve essere quella di salvare vite umane e quindi di non potersi permettere omissioni di soccorso e mancanze organizzative.

Sono inoltre numerosi i casi di decesso dovuti al ritardo dei soccorsi in seguito alle telefonate di emergenza. Questi eventi, assolutamente non giustificabili, potrebbero essere attribuiti, da qualche mese a questa parte, all’entrata in vigore del numero unico 112, il quale unifica le diverse forze dell’ordine e di pronto intervento, lasciando agli operatori del centralino il compito di smistare le telefonate (questa trasmissione di chiamata, senza dubbio, richiede un impiego di tempo, anche minimo, provocando inevitabilmente ritardi). Il problema, però, non è dovuto esclusivamente a questa ragione in quanto anche prima della sua istituzione si sono verificati episodi simili numerose volte. In entrambi i casi, le motivazioni vanno ricercate nella macchina organizzativa e nelle risorse materiali ed economiche destinate a questi ambiti. I minuti di ritardo nelle operazioni mediche in ospedale o nell’intervento dei soccorsi non dovrebbero essere in alcun caso contemplabili in quanto, spesso, anche pochi secondi potrebbero essere preziosi per il salvataggio di vite umane.

Marika Sauria