Il 27 Agosto nella XXIV Edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, debutta alle 21,00 in anteprima nazionale l’adattamento de Il Pataffio, il romanzo di Luigi Malerba del 1978. Diretto dal giovane Simone Ruggiero, lo spettacolo vuole festeggiare i quasi quarant’anni di una delle opere più irriverenti e divertenti della nostra letteratura.

«Poche altre volte mi è capitato di ridere così tanto alle prese con un romanzo quanto leggendo Il Pataffio – racconta il regista Simone Ruggiero – ma allo stesso tempo nella cinica ironia di Malerba ho trovato l’espressione di un’urgenza che è propria della mia generazione. È come se la vicenda dei poveri abitanti di Tripalle ci dicesse di smetterla di cercare un potere nel quale identificarci e, piuttosto, usare il nostro ingegno per costruirci futuro».

Ripubblicato recentemente dalla casa editrice Quodlibet, Il Pataffio ha per protagonista il marconte Berlocchio de Cagalanza, il quale per aver sposato la grassa Bernarda, «dilettissima figlia del re di Montecacchione», riceve in dote il castello di Tripalle. Entusiasta di questo dono, il nobile parte con una sgangherata armata, di cui fanno parte la consorte, il vecchio frate Cappuccio, i due armigeri capintesta Ulfredo e Manfredo, e un esercito di soldati affamati, per ottenere quanto promesso. Quel che seguirà è tutto da ridere. Scritto in una lingua singolarissima, il romanzo, figlio di una letteratura sanguigna e spudoratamente sboccata, che ha per antecedenti Angelo Beolco, Luigi Pulci e Teofilo Folengo, è per dirla con le parole dello scrittore di Berceto l’ennesimo «tentativo di aggirare la disperazione con l’irrisione e la beffa, di usare il comico come strumento di dissenso, ma anche un modo di scaricare le tensioni che alimentano la logosfera ronzante nella quale siamo immersi». Un’opera esilarante, ambientata in un Medioevo eticamente poco corretto, diverso da quello che si studia nelle scuole, ma non così lontano dal caos dei giorni nostri, che celebra il corpo e tutte quelle funzioni da sempre ritenute persino tabù lessicali. Nato dall’idea di un film, al quale Malerba aveva collaborato in qualità di regista con l’amico Antonio Marchi, dal titolo Donne e soldati (1954), da cui ha tratto spunto Mario Monicelli per L’armata Brancaleone del 1966, Il Pataffio è «una favola, ma scritta da uno che legge i giornali tutti i giorni», come spiegò lo stesso autore in un’intervista, ora contenuta nella raccolta Parole al vento, a cura di Giovanna Bonardi.

Un appuntamento a cui è impossibile mancare! La compagnia, diretta da Simone Ruggiero, costituitasi come attività dell’Associazione Culturale Drakkar, torna sul palco della piazza Innocenzo III di Anagni per la seconda volta con una tra le opere del ‘900 più difficili e sperimentali, a distanza di un anno dalla rappresentazione di Coriolano, che il Festival ospitò nella passata edizione. In scena Sebastian Gimelli Morosini, Chiara Bonome, Andrea Carpiceci, Federico De Luca, Ezio Passacantilli, Emiliano Pandolfi, Ilario Crudetti, Chiara David. Le musiche originali sono di Marco Raoul Marini, i costumi di Giulia Pagliarulo e Marika Argentini, le scenografie di Giorgia Visani. Il progetto grafico della locandina è, invece, a cura di Ehsan Mehrbakhsh.

 

Cristina La Bella