Autore: Haruki Murakami

Editore: Einaudi

Anno edizione: 2017

Pagine: 186

 

Sinossi: Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l’aspirante romanziere? Cosa determina l’originalità di un libro? È giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove «trova» i personaggi da mettere in scena? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l’importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive? Con “Il mestiere dello scrittore “Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell’intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono “chiacchiere di bottega”, confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di piú: una riflessione sull’immaginazione, sul tempo e l’identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà. In questo senso “Il mestiere dello scrittore” è anche un’autentica autobiografia letteraria di uno degli autori più schivi del pianeta. È un libro pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami, che regala ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi, insomma: di umanità.

Murakami è uno degli autori più amati e allo stesso tempo riservati al mondo: con questo libro invece, cambia completamente rotta e decide di aprire una finestra sulla propria vita e sul proprio lavoro ai lettor fidati e anche a quelli che sono curiosi di scoprire qualcosa di più sul suo conto prima di immergersi nella lettura dei libri, o meglio dei capolavori, che ha scritto, non esattamente di immediata comprensione, ma estremamente suggestivi e originali. In particolar modo, offre dei consigli, delle riflessioni sulla scrittura e sul proprio mestiere per guidare coloro che intendono diventare scrittori. Prendendo spunto da una serie di conferenze mai tenute in pubblico e partendo da ciò che lo appassiona e lo coinvolge, in realtà coglie l’occasione per offrire una riflessione sull’esistenza e sulla condizione umana. La cosa più importante è osservare il mondo e non essere giudiziosi, lasciando che l’esperienza si sedimenti nella memoria: sarà quest’ultima infatti a fare una selezione naturale dalla quale, come una cassettiera, potremo ricavare immagini, persone, sensazioni e farne materiale di scrittura. Soffermandosi solamente sui personaggi, evidenzia come siano loro stessi a reclamare lo spazio di cui hanno bisogno, allo scrittore spetta “solamente” il compito di ascoltarli e di non chiudere mai la porta di fronte alla curiosità e alla realtà. Non mancano gli aneddoti vissuti in prima persona da Murakami, la sua dedica alla moglie, la sua editor, il racconto di quando riscrisse Dance Dance Dance due volte: la prima a Roma, in una stanza d’albergo confinante con quella di una coppia litigiosa, la seconda a Londra, dopo aver scoperto che il file del romanzo era andato perduto…. Con “Il mestiere dello scrittore”, Murakami consegna ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, confessioni di errori, dettagli biografici, ma anche preziose direttive, proponendosi dunque come una guida autorevole per chiunque decida di intraprendere il suo stesso cammino che l’ha portato a raggiungere lettori in ogni parte del mondo e che lo ha reso uno degli autori contemporanei più talentuosi e riconosciuti in assoluto.

 

Angelica Corà