I selfie sono ormai parte integrante della nostra vita, così tanto che qualche anno fa lo Zingarelli ha ufficializzato la parola nel proprio dizionario. Eppure questa moda, oltre alle problematiche sociali più o meno importanti sull’interesse di dover apparire sempre, negli ultimi anni risulta anche essere un atto mortale. Aumenta drasticamente il numero di persone “morte per selfie”. Solo a partire dal 2014 fino al 2016 sono stati 127 i morti, aumentando in modo esponenziale il numero nel 2017. In tutto il mondo queste persone hanno messo a rischio la loro vita per la realizzazione dello scatto perfetto in scenari pericolosi, come edifici alti o in mezzo al mare, alla ricerca di altezze mozzafiato.
I giovani vogliono emozioni, e le voglio forti, incisive, d’impatto, senza pensare che l’impatto che può arrivare loro addosso è quello con il proprio corpo. Non solo è importante apparire, dimostrare di vivere più cose possibile, diventa importante, fondamentale, mostrare di farlo al massimo, all’estremo, poter arrivare al meglio del mondo, toccarlo, fotografarlo ed espanderlo al proprio nucleo di conoscenti. Come si sa, da qualsiasi punto del mondo, si può cadere.


Questi attimi passati a cercare di fermare frammenti di vita assoluti e potenti, sopra ogni cosa, diventando una galleria di morte istantanea, veloce, breve, persa per sempre. Ci si spinge sempre più in là, fino a cadere, prima come spinta mentale e sociale, fino poi a valicare la barriera fisica fra intrattenimento e dramma. Le foto diventano un modo per rappresentare la vita non per quello che è, ma per quello che vorremmo fosse. Sempre e costantemente spettacolare. Si parte alla ricerca di una luce scenografica, di un edifico particolare, di un tramonto brillante per diventare parte del panorama, si vuole incollarsi addosso più bellezza possibile di questo mondo. Da questa bellezza dunque bisognerebbe partire, la sostanza del voler condividere senza esporsi all’estremo della ricreazione di perfezione.  Allora pensiamo a questo; alla bellezza della vita nella sua totalità, senza bisogno di foto da far mancare il respiro perché è proprio con quello che viviamo e assaporiamo ciò che ci circonda. Agosto è cominciato, le dita sono pronte a scattare migliaia di foto colorate, niente rischi e solo sorrisi, ecco qualche consiglio per fare selfie bellissimi e senza inutili azzardi.

1 No alle foto dal basso, meglio tenere il telefono alzato e il mento leggermente più abbassato rispetto alla fotocamera.

2 Con l’aiuto dello specchio trovate il vostro lato migliore (sinistro o destro) e studiate la posa che possa meglio valorizzarvi e farvi sentire sicuri.

3 Il contesto conta, come già detto, non c’è bisogno del dirupo ad effetto, meglio però trovare angoli appartati e con poco passaggio per far risaltare il soggetto, cioè voi.

4 La luce, ormai è risaputo, è il miglior tocco magico esistente e va calibrata bene. Troppa mette in evidenza rughe e macchie della pelle, poca sfuoca i lineamenti e non da forma ai contorni.

5 I selfie allo specchio fanno tanto passato. Evitateli.

6 Più si è meglio è, vale anche nelle foto. Chiamate gli amici, i selfie di gruppo sono l’ultima, allegrissima, moda.

7 Come un’emoticon, via libera quindi a facce buffe e super affettuose.

I selfie sono davvero diventati un mondo di comunicare universale, la voglia di sentirsi tutti artisti attraverso le proprie emozioni. Ma non ci sarebbe spettacolo senza protagonisti. Cerchiamo quindi di conservare, oltre ai ricordi, anche la vita, che quella una è e sempre irrepetibile rimane.

Marta Borroni