Terrence Malik torna sul grande schermo dopo solo una breve pausa da Knights of Cups (2015) e Voyage of Time (2016), con Song to Song. La cinefilosofia del regista di origini siriane continua ad esprimersi tramite produzioni di grande valore, senza mai rimanere in sordina.

Il film intreccia nel Texas (Austin) la storia della giovane coppia BV, cantautore e musicista, e Faye, ragazza di Cook ricco produttore musicale. Tra i tre nasce un triangolo amoroso nel quale la chiarezza non è certamente il perno che mantiene le ambigue e talvolta tacite relazioni tra i tre: BV e Faye si innamorano quando quest’ultima è ancora sentimentalmente legata al giovane produttore. A complicare le dinamiche e a generare confusione è il matrimonio tra Cook e la cameriera Rhonda. Senza dubbio più tematicamente vicino a Knight of Cups (ben recensito ma forse poco capito dal grande pubblico), Song to Song solletica però le corde dell’amore, piccola rosa ancora mantenuta sotto una fragile campana di vetro, resistente così alle intemperie e allo sfacelo delle relazioni interpersonali informali e della sconsiderata ricerca del piacere come fuga cieca dalla noia. Questo certo non significa che pur esistendo l’amore non sia frastagliato o talvolta portato alla sua estrema simbolizzazione: da prezioso e raro bene ancora in possesso dell’uomo a unico appiglio alla vita, unico canale di sbocco per l’autenticità emotiva.

La soluzione proposta da Malik alla sofferenza dell’essere nel mondo, ancor più evidente attraverso la scelta del mondo musicale e fantomatico del rock and roll come sfondo sul quale adagiare intreccio e personaggi, è la rinuncia, è il ridimensionamento di tutto ciò che era stato precedentemente elevato a mito: il mondo musicale si ridipinge di grigio. Nulla è a portata di mano e nel momento stesso in cui si afferra qualcosa bisogna essere pronti ad abbandonare la presa su altri versanti. I due protagonisti Faye e BV nel momento stesso in cui arrivano ad annusare solamente l’odore del successo realizzano la perdita della purezza dei rapporti umani; Cook, il loro produttore, diavolo solo, schiavo del denaro e disilluso riguardo ogni possibile reale attività che potrebbe dare senso alla sua esistenza, svela ai due protagonisti a mò di “maestro del sospetto” la crudezza della realtà della vita umana e pur avvertendo la genuinità del rapporto tra i due. Malik lima le vette dell’amore idealizzato: l’accettazione della limitatezza della dimensione umana e dell’altro sono indispensabili per una sopravvivenza sana. A distanza di millenni il ridimensionamento dell’esistenza, il saper porre un sano distacco dai suoi picchi emotivi è la ricetta senechiana nonché stoica che Malik sposa completamente nei suoi prodotti cinematografici. Grandi interpreti presenti nella pellicola come Ryan Gosling e Michael Fassbender e Natalie Portman, sulla cresta dell’onda del loro successo concorre a rendere reali le loro interpretazioni, aiutando una riflessione anche più personale degli attori riguardo al messaggio veicolato dal film: il successo, le relazioni e l’autenticità.

La scenografia costruisce letteralmente la filosofia del film contribuendo a rendere alla perfezione le atmosfere stranianti o l’umanità scarnata fino all’osso: l’alto e il basso si invertono, i particolari divengono protagonisti dello schermo. Le inquadrature improbabili e le voci coscienziali fuori campo tanto accomunano il regista al collega francese Xavier Dolan. Distribuito da Lucky Red, Song to Song sarà nelle sale cinematografiche italiane a partire da mercoledì 10 maggio.

Beatrice Bravi