Si è fatto un gran parlare negli ultimi giorni, della nuova legge sulla legittima difesa, approvata il 4 Maggio scorso dalla Camera. Nonostante le eclatanti proteste delle destre, a colpi di striscioni “La difesa è sempre legittima” e l’allontanamento del leader della Lega dall’aula, il provvedimento ha ricevuto 225 voti a favore e 11 astenuti.

L’aspetto di questa legge che ha sollevato tanto scalpore è relativo alle limitazioni sull’esercizio della legittima difesa, essa infatti è giustificata solo in due circostanze: “un’aggressione commessa in tempo di notte […] o a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”.

Il testo prosegue con l’esclusione delle responsabilità inerenti alla reazione della vittima, qualora vi sia uno stato di comprovato e grave turbamento psicologico attribuibile all’aggressione.

La legittima difesa è un tema attualmente molto caldo, intrinsecamente legato al porto d’armi e all’arbitrarietà del loro utilizzo, soprattutto nel momento in cui vengono violati aspetti intimi ed emotivi delle persone, come durante un’ intrusione/aggressione domestica. Il pericolo di un uso smodato e improprio delle armi, conseguenza per esempio del modello statunitense, intride l’argomento e lo rende particolarmente delicato e controverso soprattutto in tema legislativo. L’ambiguità di questo provvedimento è negli obiettivi per cui non si propone, se da un lato, fortunatamente, continua a mantenere grandi distanze dal modello americano, dall’altro non sembra nemmeno mirato a frenare le azioni criminali degli aggressori, lasciando ancora il cittadino avvolto da un senso di profonda insicurezza e desolazione nei confronti di chi dovrebbe tutelarlo.

Sarà del Senato a questo punto l’ultima parola e eventualmente il compito di sistemarne il testo che sembra ad oggi poco chiaro e fortemente soggetto a diverse interpretazioni, così come suggerito anche dall’ex Premier Renzi.

La confusione con cui si presenta questa nuova normativa sulla legittima difesa potrebbe anche rivelarsi (e forse c’è da sperarlo) una mediocre campagna elettorale, in vista delle prossime elezioni, imperniata sul timore e sulla paura che vengono quotidianamente infusi nelle persone. In questo caso, sia l’approvazione che il rigetto di Palazzo Madama, daranno comunque “lustro” a coloro i quali potranno dire che comunque andrà ci hanno provato.

Martina Marino