• Casa Editrice: Einaudi
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Pagine: 332

Sinossi: Benvenuti al party del secolo. L’Italia fatta a pezzi in una festosa ed esclusiva Apocalisse. Nel nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti gli ultimi Cavalieri dell’Apocalisse fanno riunioni sataniste in una pizzeria di Oriolo Romano. Uno scrittore di successo da anni non scrive più una riga. Un palazzinaro si compra dal Comune di Roma un parco pubblico di 170 ettari per farne la sua residenza privata. E organizza la festa esclusiva e imprevista del secolo. Nel nuovo romanzo di Ammaniti, l’immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto.

 

“Mi sembra di aver già visto un’ambientazione simile” Questo è il pensiero che sorge quasi spontaneo nelle menti di chi ha studiato latino: Sasà Chiatti, nel suo tentativo di organizzare una festa memorabile a Villa Ada, piena di personaggi famosi, intrattenimenti di ogni genere e dalla durata di un giorno e mezzo, non può che ricordare Trimalchione, protagonista della famosa e sfarzosa scena della cena inserita nel Satyricon di Petronio. Se non avete colto il riferimento, non temete, la comprensione del testo sarà comunque semplice e coinvolgente: la chiave di lettura è l’ironia, essenziale per capire al meglio le vicende che corrono prima parallele e poi intrecciate, sia quella della setta satanica che dello scrittore Fabrizio Ciba, sia quella di Sasà Chiatti. Ammaniti ci mostra una contemporaneità italiana decadente, che non permette vie di fuga, priva di umanità, di autenticità e imprevedibile nelle sue varie peccaminosità, nel suo scenario più iconico forse, quella di una festa privata e lussuosa, che si trasforma in un Inferno per tutti coloro che la vivono.

Eccessivo forse? Assolutamente no, anzi, quasi troppo lucido nel descrivere un sistema corrotto nel quale invidia, indifferenza e volontà di apparire si mescolano senza mai però portare a conclusioni certe e solide nei loro principi. I personaggi, grotteschi e caricaturali, rendono la situazione ancor più satirica ed esilarante, caratterizzata da battute continue e da uno stile realistico, quasi indifferente nel descrivere quella baraonda umana (o animale?) che si viene a creare nello svilupparsi delle vicende. Nella situazione surreale narrata sembra quasi che tutto sia concesso e che, più si esageri più ci si renda ammirabile agli occhi degli altri, che sembrano non riuscire mai pienamente del tutto a realizzarsi come persone in una società che non lascia più spazio a niente e a nessuno, forse solo a Satana. Se cercate dunque un libro con il quale farsi una (amara) risata, siete capitati nella festa giusta che finalmente, con voi lettori più o meno complici, può avere inizio.

Angelica Corà