• Titolo: I ragazzi del veliero
  • Autore: Maria Giacobbe
  • Casa editrice:  Il Maestrale
  • Pagine:122

 

Sinossi: «Io proprio non me lo sarei immaginato che una giornata iniziata in modo così noioso dovesse poi diventare la più emozionante della mia vita.» Così, rivelando doti da romanziere tessitore di attese, principia il racconto di Marco, il bambino protagonista e voce di questa storia. Quel giorno che diventerà il più emozionante della sua vita, Marco si sveglia presto nella casa sulla spiaggia di Cala Mirto. Nel pieno delle ferie estive, i genitori si godono ancora qualche ora di sonno e Piero e Lalla, gli amici vicini di casa con i quali il bambino ogni giorno gioca e fantastica, sono andati in città. Perciò lui si annoia in giardino, finché non vede un veliero comparire nel golfo. L’attenzione diventa curiosità quando vede sbarcare due uomini e una donna indaffarati con una pesante cassa. La curiosità si fa desiderio di scoperta quando vede due ragazzi che, furtivi, si gettano in mare dal veliero all’ancora e raggiungono a nuoto la costa. Lo spirito avventuroso di Marco lo porterà a imbattersi in una storia molto più grande di lui, che parte dalla lontana sponda orientale del Mediterraneo devastata da una guerra da cui è necessario scappare.

 

Recensione: Sembra un’estate uguale alle altre: Marco ha raggiunto, con la sua famiglia, il posto abituale dove trascorre le vacanze e dove ritrova, come ogni anno, i suoi amici di sempre: Lalla, Piero, Lorenzo, Francesca…Il giorno che lascerà una traccia nella sua memoria inizia come tutti gli altri giorni di vacanza, anzi, sembra una giornata particolare ma solo perché sembra iniziare all’insegna della noia.

Mentre mamma e papà si godono ancora il sonno mattutino nella loro casa delle vacanze, Marco, già di prima mattina, è uscito in giardino. Si annoia molto perché i suoi amici Piero e Lalla sono andati in città. Improvvisamente, mentre è sdraiato sull’amaca scorge un veliero. Sembrerebbe, a prima vista, una delle tante imbarcazioni dei soliti ricconi che vanno a farsi il giro della costa. Ma qualcosa fa percepire a Marco che c’è qualcosa di inconsueto, strano…Spinto dalla curiosità e dallo spirito d’avventura tipici della sua età, decide di avvicinarsi. Al suo sguardo attento non è sfuggita la vista di persone a bordo dell’imbarcazione, con atteggiamenti che  non sembrano  quelli di innocui turisti. Dall’imbarcazione si sono tuffati anche due ragazzi, che hanno un modo di nuotare particolare, insolito. È così che Marco si  avvicina per osservare meglio, mentre i genitori continuano a dormire e non si accorgono di nulla. La spiaggia è immersa nel silenzio, interrotto solo dall’infrangersi delle onde sulla battigia, la riva è decorata da affascinanti ricami formati dalle conchiglie disseminate qua e là e dalle impronte degli uccelli sulla sabbia umida, mentre il sole sorge lentamente. Non visto, Marco continua ad osservare e continua a vedere qualcosa di insolito, che stuzzica ancora di più la sua curiosità. Gli sembra una brutta cosa non rendere partecipe di quest’avventura il suo amico Lorenzo, che vive in una fattoria poco lontana e così decide di andarlo a chiamare.

Inconsapevoli del pericolo, con tutta la freschezza e il coraggio della loro giovane spontaneità ed incoscienza, i due ragazzini si trovano ad affrontare una banda di contrabbandieri.

I due ragazzi che poco prima Marco aveva visto nuotare, sono infatti Zaki e Kahlil, pressappoco suoi coetanei, che sono fuggiti da un Paese arabo dove imperversa la guerra. Purtroppo però hanno incontrato un gruppo di delinquenti senza scrupoli, che li tiene prigionieri nel vascello. Tutto accade in una mattinata: si salveranno Zaki e Kahlil, grazie al coraggio e l’intraprendenza di Marco e Lorenzo? Per la legge Zaki e Kahlil sono due minorenni  clandestini: quindi, anche se avranno salva la vita, quale sarà il loro destino?

Una storia molto attuale, che alla fine mostra come la solidarietà può spezzare anche le rigide e inflessibili catene della burocrazia. Un racconto tenerissimo, avvincente, dove ci sembra di vedere tante mani intrecciate che fanno da scudo per aiutare e proteggere i più deboli. Una storia movimentata, che però non esclude l’ammirazione dei paesaggi, del mare e dei suoi profumi irresistibili, dove all’azione fa da sfondo l’amore per la Natura, nella cornice del mare sardo dove l’apparire del vascello fa sentire vicino un altro Paese del Mediterraneo, molto travagliato. Coinvolgente la capacità della scrittrice di indossare i panni di un bambino, rendendo comunque il racconto interessante anche per un pubblico adulto.

“Anzi, se per caso quel giorno non fossi rimasto solo, con una noia che si tagliava a fette, io di questa storia forse non ne avrei neppure saputo. Altro che eroe, come mi hanno definito!” Questa modestia di Marco che fa sorridere, ci fa riscoprire l’umiltà d’animo, nell’inconsapevolezza di aver compiuto un grande gesto: molte volte, infatti, chi è capace di gesti nobili non ne è neanche consapevole, ma soprattutto non vuole ricevere plausi.

 

Cecilia Piras