Ha creato non poche polemiche la trasmissione “Amici” di Maria De Filippi in seguito alla messa in onda di uno scherzo, a detta dello staff del programma “hot”, nei confronti della cantante Emma Marrone da parte di un ballerino durante le prove di un’esibizione per il serale. Anche chi, come me, non segue più il programma da quando era ancora “Saranno Famosi”, ha avuto modo di vedere le clip dello scherzo, che sono state riportate su ogni tipo di social network, editoriale e piattaforma web. Condiviso ovunque, lo scherzo è diventato virale.

Il fulcro delle polemiche nasce da come questo scherzo è stato svolto; durante le prove, infatti, non sono mancante innumerevoli palpate in ogni parte del corpo, sfregamenti molesti e continui, ed esternazioni alquanto insistenti da parte del ballerino verso la cantante. L’epilogo – che avrebbe dovuto suscitare riso secondo gli autori – ha avuto culmine in una (finta) lite fra addetti e ballerino. Alla fine è stato spiegato ad Emma che si trattava soltanto di uno scherzo e immediato è stato l’abbraccio tra la cantante pugliese e il ballerino francese, che ben aveva saputo recitare il ruolo che gli era stato assegnato. Dall’altra parte c’era uno studio pieno di persone, professionisti e conduttori che rideva ad ogni palpata, reazione o azione che veniva trasmessa, perché appunto si trattava soltanto di uno scherzo. Tutto questo è avvenuto in prima serata e su una rete importante come Canale5. Il messaggio che passa è quindi che le molestie sono ammesse, se frutto di uno scherzo? Mah, sembrerebbe un messaggio tanto lineare quanto pericoloso.

Questo meccanismo di burla anche nei contesti più gravi crea uno spacco fra azioni e intenzioni, ma possono essere quindi scollegate le due cose? Forse bisognerebbe capire che alcune azioni sono connesse in modo diretto alle intenzioni, togliendo anche, infatti, in questo caso il messaggio morale sbagliato che passa, ciò su cui bisogna soffermarsi è che la vittima di uno scherzo, nel momento in cui questo avviene, subisce sempre e comunque l’azione al di là dell’intenzione. Tutto ciò che viene subito senza consenso non è mai uno scherzo, ma sempre una violenza. Questo vorrei fosse chiaro e ineccepibile. E mi piacerebbe che fosse chiaro anche a Maria De Filippi, agli autori di Amici e compagnia bella. Le donne sono facili vittime in cui rilegare il cliché intramontabile di oggetto violabile – accessibile oppure comprabile, una mercificazione di sesso, proprio perché in quanto femmine – che permette di poter avere una facile manipolazione sui ruoli delle donne nel mondo, donne da sempre osteggiate, indifese oppure denigrate. Eppure la colpa non è solo di chi commette, mentalmente e fisicamente, l’azione, ma anche di chi la guarda, la commenta o la deride, di chi nel mezzo fra i due ruoli, aiuta ad amplificare una rete sbagliata di rapporti e interazioni. Neppure le donne sono da estromettere dalle responsabilità di queste azioni, troppo spesso, infatti, queste ultime sono le prime a mercificarsi spontaneamente o a condividere senza battere ciglio lo svilimento del proprio ruolo. La stessa Emma Marrone non avrà di certo dato il giusto peso allo scherzo, non avrà pensato all’importanza di quello scenario per sé e come valore morale. Del resto come avrebbe mai potuto farlo se non può percepirlo come reale pericolo, in quanto protetta da un ambienta che la elegge a stella musicale e la paga, anche bene, per stare lì a interpretare se stessa? Ecco allora che la cantante medesima si è data un prezzo da sola, della seria “non ha importanza come sono qui, basta esserci”. Questo succede in televisione, ma anche in tanti altri contesti a telecamere spente. Anni di lotte e battaglie per essere viste oltre il corpo, per l’indipendenza, per poi relegarci da sole nel nostro corpo, usandolo quando conviene, non solo in senso sessuale, ma anche in modo più ampio, come merce di scambio per arrivare ad ottenere quel prestigio che dovremmo avere anche e non solo per via del nostro corpo.

Ne è un esempio la giornalista Diletta Leotta che per rivendicare il diritto alla privacy, dopo il furto delle sue immagine private e senza veli finite in rete, è salita sul palco dell’Ariston, sempre in prima serata, con un abito che ha “contradetto” – o per lo meno questo sembrava – ogni sua singola parola, centimetri di pelle scoperti a perfetto calcolo matematico e mano sulla spacco, già profondissimo, pronta ad aprirlo ad ogni singola parola detta, che voleva essere profonda. Bellezza e profondità dunque non andrebbero d’accordo? In tutta sincerità non ho mai creduto al binomio “bella e stupida”, la bellezza vera anzi è sempre sorretta da un fardello di intelligenza e profondità che creano più disagi che favoritismi.  Ben vengono dunque le gambe scoperte, il voler sentirsi belle, il prendersi cura di sé, non è mai ciò che si indossa a spingere o permettere una violenza, e ripetiamolo, una VIOLENZA non è MAI scatenata da una donna, ma in quanto genere femminile credo che anche noi dovremmo dare importanza a quello che indossiamo e al valore che gli diamo, specialmente nei vari contesti in cui viviamo. Non possiamo dunque rivendicare il nostro diritto di essere belle e sensuali  spalancando sempre meno la mente e più gli spacchi? Dovrebbe esserci un giusto mezzo fra il nostro interno e il nostro esterno.  Dovrebbero essere le donne le prime a non condividere questi ruoli cuciti addosso male, dire no a tutto quello che inevitabilmente può nuocere. Fa riflettere una notizia di ieri che arriva dall’India, una bambina appena nata ricoperta ancora di vernice caseosa e con attaccato il cordone ombelicale, è stata sotterrata viva perché non voluta. In India, infatti, così come in Cina sono tantissime le gravidanze interrotte di femmine, si pensi che alcune vengono portate a termine solo per ucciderle appena nascono. Le femmine, in quei paesi, sono un peso, un ostacolo alla vita quotidiana e spesso se nascono sono ancora merce di scambio, fonte di dote come spose bambine. Femmine che vengono buttate via come mercanzia di poco valore e noi che siamo, dicono, un paese sviluppato cerchiamo di non buttarci vai da sole, soprattutto per uno spacco o un programma in prima serata.

Marta Borroni