La risposta degli specialisti per risolvere i problemi legati all’ansia e allo stress conduce non ad una visita da uno psicologo, ma semplicemente all’arte del colorare. Fin da bambini ci viene insegnato a disegnare come cosa primaria che precede appena la scrittura, come fosse quasi un gioco o una sfida con noi stessi, per poter migliorare e crescere. Ci insegnano a riempire gli spazi bianchi all’interno del foglio, a non uscire dai contorni disegnati sul foglio, come fosse un gioco per sviluppare la nostra attività mentale. Ma è da grandi che il disegno ci aiuta davvero e non a crescere, ma probabilmente e sicuramente a migliorarci. Le immagini da colorare ci riconducono all’infanzia, è l’età adulta, tuttavia, ad averne più bisogno. In che modo?

La tecnica della “art-therapy” fu scoperta nel Novecento da uno dei padri della psicoanalisi, Carl Gustav Jung, il quale studiò, analizzò e dimostrò  gli effetti dei disegni sulle persone proprio come un modo per poter uscire dalla monotonia di tutti i giorni ed evadere dallo stress che colpisce ognuno di noi ogni giorno. Crescendo, infatti, l’abitudine al disegno viene meno, mentre dovrebbe essere essenziale. Perché? Il motivo per gli specialisti risalirebbe al momento dell’atto del colorare, che prevedrebbe uno spegnimento dei pensieri all’interno della mente, la quale si dedica esclusivamente a coprire ogni spazio rimasto bianco, senza meditare sulla vita, distogliendoci, dunque, dalle problematiche che ci attanagliano ogni giorno. Da quel momento vennero scritti e promossi saggi sulla novità, che fecero il giro degli Stati Uniti, ma soprattutto della Francia, dove venne diffuso una tipologia di libro che si rivolgeva proprio agli adulti. All’interno di questi esemplari si possono trovare disegni di animali, paesaggi Giapponesi, che ispirano la tranquillità, e, soprattutto, i mandala. Quest’ultimo è un simbolo importante nell’induismo, un disegno caratterizzato da figure geometriche e floreali, composto da dettagli minimi, che sarebbe difficile da colorare per un bambino, ma che risulta davvero importante per l’adulto. I mandala sono creati dai monaci buddisti, i quali usavano e lo fanno ancora tutt’oggi sabbia colorata per riempire gli spazi e secondo la tradizione rappresenterebbero l’universo.  Il monaco, per ottenere questo risultato, deve concentrarsi al massimo e allontanare lo stress. Così, anche noi, colorando, diamo alla luce il nostro universo, le nostre emozioni e ci rilassiamo. La persona che dà vita a questo tipo di pratica attiva la concentrazione, la creatività, la memoria, e ritaglia dei minuti per sé stesso, ritrovando quell’essenza della vita che nella routine quotidiana viene persa e rappresentando le emozioni provate in quel momento. Alla fine di questo rituale, il monaco, solitamente, tende ad eliminare e distruggere totalmente la propria opera, per poi ricominciare da capo. Oltre al mandala, altra figura interessante è lo yantra, caratterizzato da forme geometriche presenti all’interno di una cornice quadrata e una croce T al centro di ogni lato. Se il mandala rappresenta il cosmo, lo yantra rappresenta la forza cosmica.

Queste sono soltanto alcune delle attività che vengono considerati migliori rispetto a una seduta psicoterapeutica. È possibile trovare in ogni regione, un centro che invita e guida l’approccio al mondo della art therapy.

Simona Abbate Sidoti