« … “Io sono me stesso” gridò Pezzettino tutto contento. I suoi amici non erano sicuri di aver capito quello che Pezzettino intendesse dire. Però sembrava felice e così si sentirono felici anche loro.»

 

La storia di Pezzettino nasce nel “lontano” 1975, frutto della fantasia di un personaggio eccezionale: l’artista olandese Leo Lionni. Vissuto tra il 1910 e il 1999, Lionni rappresenta un chiaro esempio di arte poliedrica: un pittore, uno scultore, un grafico, ma anche un eccezionale scrittore la cui acuta sensibilità conquista il cuore dei bambini e degli adulti. Tra le sue numerose opere destinate all’infanzia, ricordiamo ancora Piccolo Blu e Piccolo Giallo (titolo originale: Little Blue and Little Yellow) del 1959, Guizzino (1963) e Federico (1967).

Recentemente, la casa editrice Babalibri ne ha curato una splendida ri-edizione, corredata dalle illustrazioni originali dell’autore. Tornando a Pezzettino, la vicenda ruota attorno agli interrogativi di un piccolo quadrato arancione. Questi, consapevole della sua minutezza, è ostinatamente convinto di essere parte di qualcos’altro. Ciò lo porta a vagare ininterrottamente alla ricerca di una sua collocazione, rivolgendosi alle figure più grandi di lui (“quello che corre”, “quello forte”, “quello che nuota”, “quello che vive sulle montagne” , “quello che vola” e “quello saggio”) per porre la stessa ansiosa domanda: «Per caso sono un tuo pezzettino?». Dopo tante risposte negative, come ultima spiaggia, decide di seguire il consiglio di “quello saggio” e di partire alla volta dell’isola “Chi sono”. Qui, però, avviene un episodio singolare che condurrà alla soluzione della vicenda. Inciampando e frantumandosi, il protagonista comprende di essere anche lui un’entità a sé stante. L’insieme di tanti piccoli pezzi. Particolarmente indicato per i bambini dai quattro anni in su, questo libro presenta tra le righe un messaggio molto efficace. Siamo, infatti, nell’età in cui il bambino, frequentando la scuola materna, inizia ad avvertire il bisogno di relazionarsi con i propri coetanei ed essere accettato “come parte di un gruppo”. Tale naturale tendenza va rigorosamente incoraggiata da parte dei genitori, anche facendosi forza e tenendo sotto controllo l’istinto protettivo nei riguardi del figlio. Per favorire un sano sviluppo della propria personalità, un bambino non può e non deve vivere esclusivamente a contatto con gli adulti che si occupano di lui. La sua smania di appartenenza, tuttavia, può comportare un rischio non sottovalutabile. Il timore di essere “escluso” dal gruppo potrebbe indurre il bambino ad una sorta di precoce conformismo, perdendo di vista il valore della propria individualità.

Se pensate che vostro figlio stia attraversando questa fase, provate a proporgli la storia di Pezzettino! Durante la lettura non tralasciate, però, di coinvolgerlo attraverso i riferimenti alla sua personale esperienza. Il bambino, guidato nell’identificazione con il piccolo protagonista, arriverà con molta semplicità ad appropriarsi di un concetto che, sviluppato in termini teorici, gli apparirebbe incomprensibile: l’essere “con gli altri” e non “parte degli altri”.

Roberta Caccavale