In audizione al Def, il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, mostra la chiara convinzione di diminuire le tasse tanto detestate dagli italiani “Confermata la volontà del governo di proseguire nel percorso di progressiva riduzione della pressione fiscale, resta la necessità di finanziare tale riduzione in modo permanente, così che i tagli siano credibili”. Per credibili s’intende concretizzabili: purtroppo non è una novità, infatti, che le mosse della politica italiana affondano spesso in becere promesse demagogiche, fatta al solo fine di attirare un appoggio da parte degli elettori. Un esempio? Non è lontano il tempo in cui l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi basava la sua campagna elettorale sulla banale comunicazione mediatica, incentrata su termini come “eliminare” o “ridurre”. Certamente, i suoi successori hanno preso la palla al balzo e hanno continuato sulla scia della “promessa a tutti i costi”. L’ammonizione di questo atteggiamento antipolitico, che ormai si era diffuso anche oltre i confini della penisola, venne dall’Unione Europea che impose limiti stringenti alla redazione del bilancio con intensi vincoli in materia di indebitamento pubblico. Al fine di ottemperare le richieste dell’Europa, lo Stato italiano ha riformato nel 17 Aprile del 2012 l’ articolo 81 della Costituzione nei seguenti termini:

“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.” 

Continua, poi, il ministro Padoan dicendo che: “Il quadro programmatico del Def è costruito su realistiche ipotesi di politica di bilancio, ma il Governo è aperto ad una discussione ampia ed approfondita sulle scelte che andranno finalizzate in sede di formazione della Legge di Bilancio”. Quest’ultima ha quindi impegnato il Governo a intervenire per modificare la previsione di incremento delle imposte e sostituirla con altre misure, sul lato delle spese e sul lato delle entrate. Padoan ricorda, inoltre, che la manovra “sterilizza una parte di questo aumento, che quindi resta contemplato a legislazione vigente per poco meno dello 0,9%” (circa 15 miliardi). “L’intendimento del Governo prevede di escludere tale aumento con una manovra alternativa”.