Qualche giorno fa ho appreso una notizia che mi ha davvero lasciata senza parole: mia nonna quest’anno non farà la pastiera! Non solo … non ci sarà nemmeno il pranzo pasquale, perché lei se ne va a New York da mio zio, e il resto della famiglia è sparpagliato in giro. Dovete sapere che per me la Pasqua è sacra. Così come ho sempre fatto di tutto per disertare il Natale, allo stesso tempo ho sempre festeggiato la Pasqua. Con gli amici, i fidanzati, i parenti … insomma la famosa Pasqua con chi vuoi. Ma mai, e dico mai, mi sono ritrovata senza uovo di cioccolato, senza colomba, casatiello, salumi, abbacchio, e soprattutto SENZA LA PASTIERA DI MIA NONNA!!! Comprenderete il mio turbamento. Ma poi mi sono dovuta riprendere. Mi sono detta, ok adesso sei una donna adulta, madre, moglie, sai cucinare, e hai una famiglia tua. Se tua nonna, giustamente, si è stufata di fare la pastiera, è ora che tu prenda in mano la situazione! Così ho iniziato a preparami per questo grande evento! Sarò io quest’anno quella che fa la pastiera. Il turbamento si è trasformato in eccitazione …
Per prima cosa sono andata a parlare con mio padre, di origini napoletane, che mi ha raccontato come la preparazione della pastiera fosse un sacro rituale che durava giorni e coinvolgeva tutta la famiglia. Infatti le pastiere venivano inviate a tutti i parenti, e altrettante se ne ricevevano, e il giorno di pasqua, ogni capofamiglia, decretava qual’era la pastiera migliore. La pastiera si prepara il giovedì santo, cioè oggi per voi che leggete, ma prima bisogna lasciare il grano a bagno con un po’ d’acqua di fiori d’arancio per due o tre giorni. E ovviamente sulla pastiera ci sono diverse scuole di pensiero, a cominciare dallo spessore, c’è chi la preferisce alta e chi bassa, e poi bisogna scegliere la ricotta, di mucca, più leggera, o di pecora, più corposa e saporita. O mischiarle in parti uguali per accontentare tutti. Canditi si o no? E soprattutto quali? E la pasta frolla? Con lo strutto per onorare la tradizione o col burro per salvare almeno un pezzetto di fegato? Perchè diciamolo, dopo un pranzo pasquale tradizionale, il fegato lo puoi pure buttare!  Insomma sulla pastiera si dividono le correnti, ognuno ha la sua ricetta, io sono affezionatissima a quella di mia nonna quindi ho chiesto a lei come la fa, e mi ha detto che usa la ricetta del “Talismano della Felicità”.  Per chi non lo conoscesse il Talismano non è un libro di cucina, è IL libro di cucina. Più di mille pagine di raccolta esaustiva della cucina italiana tradizionale da Torino a Lampedusa … Insomma bando alle ciance per chi volesse cimentarsi in questa ardua impresa ecco qui la ricetta del Talismano, con tanto di appunti della nonna:
Ingrendienti per 12 persone:
250g di grano bagnato
300g di farina
50g di zucchero (150 per la frolla, 350 per il ripieno)
150 g di strutto
9 tuorli d’uovo
4 albumi
0,5 l di latte
un pizzico di sale
scorza di limone
cannella in polvere qb
500g di ricotta (pecora, mucca o metà e metà)
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
100 g di scorza di cedro candita
Preparazione:
Se avete tempo pulite il grano e lasciatelo a bagno per due o tre giorni con un po’ d’acqua di fiori d’arancio, altrimenti potete facilmente trovare il grano cotto in barattolo.  Fate cuocere il grano nel latte a fuco basso, con la scorza di limone, un pizzico di sale e un pizzico di cannella, finché non diventa una crema omogenea. Travasate il tutto in un piatto bello grande, e lasciate riposare. Sarebbe ideale, sempre se avete tempo, preparare la crema di grano la sera prima e lasciarla riposare una notte intera. A questo punto possiamo preparare la pasta frolla: Mettete sulla tavola la farina, lo strutto (o burro se preferite, in questo caso tiratelo fuori dal frigo qualche ora prima in modo che sia bello morbido) , lo zucchero (150g) e 3 tuorli d’uovo, impastate a mano, fate una palla, copritela e lasciatela riposare in un luogo fresco per una mezz’ora. Nel frattempo, in una terrina, lavorate con un cucchiaio di legno la ricotta, lo zucchero e i restanti 6 tuorli. Aggiungete un pizzico di cannella, scorza di limone grattugiata, la scorza di cedro candita tagliata a dadini, e, per finire, il grano. Mescolate bene e aggiungete le chiare d’uovo montate a neve. Ungete una teglia di ca 25 cm di diametro con bordi non troppo bassi. Prendete la frolla e dividetela in due parti, che siano all’incirca una il doppio dell’altra. Stendete la parte grande e adagiatela sulla teglia, facendola aderire anche ai bordi. Tagliate l’avanzo e unitelo all’altra palla. Versate il ripieno, e con la restante pasta frolla fate delle strisce che posizionerete a coprire (a rombi come le crostate). Mettete in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti… e fatemi sapere! Io ci proverò domani, non sarà una passeggiata ma con calma e amore sono sicura che sarà un successo!