Stilizzati, tondeggianti e coloratissimi. Impossibile non notarli. Spiccano su una piccola copertina bianca lucida e sopra di loro campeggia, in stampatello grassetto, il loro nome, corrispondente alla caratteristica che più di ogni altra li contraddistingue. Di chi si tratta? Non vi viene in mente nulla? Semplice! Sono i Mr Men e le Little Miss, gli spumeggianti personaggi inventati dallo scrittore britannico Roger Hargreaves, il quale, a partire dagli anni Settanta, diede vita ad un originalissimo universo variopinto dal successo mondiale.

“What does a tickle look like?” (“Com’è fatto il solletico?”), chiese innocentemente il piccolo Adam, otto anni, una mattina a colazione. Papà Roger, grafico pubblicitario di successo abituato a reclamizzare con arguzia i prodotti più disparati, sul momento fu divertito da quell’insolita domanda del primo dei suoi quattro figli, ma in seguito, siccome era un uomo estremamente creativo e dalla mente brillante, ci rifletté seriamente, fino a trovare l’illuminante ispirazione. Ecco come nacque il primissimo dei volumetti (Mr. Solletico) che resero Roger Hargreaves uno degli autori della Gran Bretagna con più copie vendute nel mondo (la stima è di circa cento milioni), edito in venti diverse lingue. All’inizio non fu semplice trovare un editore, ma quando finalmente ciò avvenne, il riscontro di pubblico fu immediato e la serie “Mr. Men” arrivò a vendere oltre un milione di copie in soli tre anni. Hargreaves, fin dalla più tenera età appassionato e molto talentuoso nell’arte del disegno fumettistico, aveva dunque realizzato il suo sogno più grande: diventare uno scrittore per bambini.

Nel 1974, molti di quei libretti approdarono sul piccolo schermo, trasmessi come cartoni animati dalla BBC, con la voce narrante dell’attore Arthur Lowe. Nel 1977, sul “The Mirror” e sul “Daily Mail” iniziarono ad essere pubblicate anche le strisce comiche di Hargreaves, incentrate su quei bizzarri e spiritosi soggetti. Due anni dopo, il fantastico mondo di Mr. Men fece un’incursione addirittura nella musica, con la hit “Mr. Men Song”, realizzata dalla BBC records. A partire dal 1983, uscì persino serie di videogiochi educativi basata su Mr. Men. Non solo “signori” però: infatti ben presto (precisamente nel 1981) fecero la loro comparsa anche le “signore”, con la serie tutta al femminile intitolata “Little Miss”, anch’essa poi trasposta in cartone animato e narrata con la voce fuori campo di John Alderton. Roger Hargreaves scomparve l’11 settembre 1988; il figlio Adam continuò la scrittura e il disegno delle divertenti e amabili creature del padre, inventando nuovi interessanti personaggi e nuove storie che li vedono protagonisti. Tuttavia, nel mese di aprile 2004, la vedova di Hargreaves, Christine, vendette i diritti delle creazioni del marito per il Gruppo di Intrattenimento del Regno Unito per 28 milioni di sterline. Di che cosa trattano questi volumetti quadrati la cui copertina salta all’occhio e incuriosisce chiunque? Mister Solletico, Mister Pefettino, Mister Ficcanaso, Miss Pasticciona, Miss Ci penso io, ecc… sono spaccati sulla vita quotidiana di ciascun personaggio, il quale porta il nome della sua caratteristica principale. La routine di ciascuno di loro è generalmente interrotta da un imprevisto, oppure da un’avventura che permette di esprimere e dimostrare al massimo grado la loro specifica peculiarità. Inoltre, ogni storia contiene una semplice ma istruttiva morale, che non manca mai di risultare intelligente e sagace.

Come spiegare l’enorme successo riscosso da questi librettini illustrati di poche pagine e poche righe di testo? A mio avviso, quella di Roger Hargreaves risulta essere un’idea geniale sia dal punto di vista editoriale (considerando quindi anche l’aspetto prettamente legato al marketing), sia da quello più squisitamente letterario.

Editorialmente parlando, “Mr Men” e “Little Miss” sono serie che, oltre ad avere ottime probabilità di affermazione, inducono sin dal primo istante al collezionismo più sfrenato: impossibile infatti limitarsi a leggere uno, due, tre o dieci libretti, quando si sa che di quei personaggi così simpatici e caratteristici ne esistono decine e decine, sempre più colorati, estrosi e accattivanti. Per di più, si parla di una collana potenzialmente inesauribile, addirittura infinita: non c’è limite al numero di protagonisti ideabili, alle storie a tema e quelle che prevedono l’incontro/scontro tra le caratteristiche di ciascun soggetto. Infine, oltre alla veste editoriale curiosa e attraente, questi mini racconti riccamente illustrati hanno un qualcosa di difficilmente definibile (l’originalità, l’atipicità, l’idea, i colori, le forme e le linee…) che spinge soprattutto gli adulti, non solo i bambini (dai 3 ai 5 anni), quasi all’acquisto compulsivo. Se invece osserviamo le collane sotto la lente d’ingrandimento della letteratura, ci rendiamo conto che la loro forza risiede in una narrazione tutto sommato semplice, ma dotata di uno stile brillante e ironico, costruito con giochi di parole, onomatopee, espressioni idiomatiche, cliché, iperboli e metafore spassosissime sia per i più piccoli, sia per i “più cresciuti”. Da traduttrice, poi, non vi nascondo che sono tentata di acquistare “Mr. Men” e “Little Miss” in svariate lingue per potermi dilettare e soprattutto arricchire durante i confronti linguistici. Oltre allo stile, ritengo che i protagonisti stilizzati di Roger Hargreaves siano degni di nota soprattutto in quanto illustrano ai bambini le emozioni e i tratti distintivi delle persone, pongono in luce le differenze e insegnano a comprenderle e a rispettarle, nonché a riflettere sui vantaggi e gli svantaggi, sugli effetti e le eventuali conseguenze derivanti dai più disparati atteggiamenti, tutto ciò mentre essi volano alto con la fantasia, si divertono e si lasciano coinvolgere dalle domande dirette che questi libretti pongono loro, coinvolgendoli attivamente nelle questioni dei personaggi.

Il meraviglioso mondo di Roger Hargreaves è sempreverde e immortale soprattutto perché spiega con ironia, brio e dolcezza che la vera ricchezza è costituita dalla varietà e dalle difformità. Ognuno è unico e speciale, qualunque siano le sue caratteristiche. Per di più, ci insegna lo scrittore inglese, nulla, in fondo, costituisce realmente un problema: è infatti possibile scoprire il lato positivo e costruttivo di qualsiasi cosa.

Basta allenarsi a cambiare prospettiva.

Chiara Bolchini