Appena è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, ma fin dalla campagna elettorale, Donald Trump ha annunciato di voler abolire la riforma sanitaria introdotta dal suo predecessore, denominata Obamacare. Quest’ultima, firmata da Barack Obama il 25 marzo 2010, prevedeva, tra il resto, l’aumento delle persone tutelate dal sistema sanitario e la diminuzione della spesa per la sanità.

La riforma sanitaria voluta dal neo-presidente avrebbe dovuto chiamarsi Ryancare, dal nome dello speaker della Camera, Paul Ryan, che l’aveva fortemente sostenuta. Avrebbe dovuto, sì. Infatti, dato che tra i repubblicani non ci sono i voti sufficienti ad approvarla, il servizio sanitario negli Stati Uniti non subirà modifiche, per il momento. Donald Trump, comunque, ha voluto complimentarsi con Ryan per il suo impegno ed ha avvertito che, per il momento, verrà lasciato spazio ad altre questioni di primo piano, come ad esempio la riforma fiscale. C’è stata una reazione di gioia, invece, tra i democratici, i quali hanno a ragione definito il ritiro della riforma sanitaria proposta dai repubblicani come una “vittoria per gli americani”.

Gli americani, quindi, rimarranno almeno per il momento con il sistema sanitario in vigore da sette anni, la cui introduzione ha rappresentato un momento storico per il paese.

Marika Sauria