Titolo: Tra il Po, il monte e la marina, i romagnoli da Artusi a Fellini.

Autore: Pier Paolo Fasanotti.

Casa Editrice: Neri Pozza

Collana Il Cammello Battriano

Pagine: 300

Prezzo: 18 euro.

 

«Dalla cucina di Pellegrino Artusi alla poesia di Pascoli e Tonino Guerra, passando per “il Passatore”, Fellini e Pantani. Una galleria di ritratti di personaggi celebri che racchiudono l’anima della Romagna: la regione più italiana d’Italia».

Così si legge nella quarta di copertina di Tra il Po, il monte e la marina, i romagnoli da Artusi a Fellini, l’ultimo libro edito da Neri Pozza, di Pier Mario Fasanotti, giornalista e scrittore milanese, autore di sillogi poetiche come Labbra d’arancio e Che senso ha, di romanzi (Soledad, Donne da lontano e Matto da morire), di testi teatrali e anche di una biografia dedicata a Salvator Dalì intitolata Io sono pazzo.

La firma di Fasanotti è una garanzia, difatti con disinvoltura egli ci porta a spasso nel tempo, proponendo ritratti di personaggi che hanno fatto la storia del nostro paese. Il rigore documentaristico del giornalista e la godibile penna dello scrittore rendono il libro davvero interessante, nonché delizioso. Il risultato è mirabile: sedici biografie di figure diverse e lontane, che han come comun denominatore la Romagna. Si potrebbe leggere Tra il Po, il monte e la marina, i romagnoli da Artusi a Fellini come una ricca e variegata carrellata di particolari uomini e donne, le cui biografie accontentano i gusti di tutti senza guastare il palato di nessuno. Dalla splendida e avvenente Francesca da Rimini, alla quale il sommo Dante dedica il V canto della Commedia al poeta Vincenzo Monti, eterno nemico di Ugo Foscolo, che per tutta la vita sognò di essere grande e a lungo si adoperò per diventarlo – senza tuttavia raggiungere il livello di Francesco Petrarca, suo punto di riferimento – da Giovanni Pascoli, tra i più grandi lirici del Novecento, del quale viene fuori un ritratto tormentato e poco noto ai più – per Fasanotti il dottor Freud sarebbe andato in brodo di giuggiole se avesse avuto modo di conoscerlo tanto era contorta e confusa la sua psiche – a Tonino Guerra, sceneggiatore e poeta apprezzato da tutti perché generoso di indole, che non dimenticò mai le sue origini.

Ma non c’è solo letteratura in questo volume. Il carrozzone trainato da Pier Mario Fasanotti va avanti con personaggi appartenenti al mondo dell’arte, del cinema, della storia e persino dello sport. Così troviamo il ritratto di Edda Ciano, l’indomita primogenita di Benito Mussolini, originario di Predappio, in provincia di Forlì, a cui è dedicato pure un intero capitolo ed Ettore Muti, «il più ignorante tra i gerarchi fascisti», arrogante quanto ingenuo, che seppe gestire male la segreteria del partito fascista. E ancora il ricordo di Italo Pantani, il pirata o elefantino, a seconda del punto di vista, e l’omaggio a Pellegrino Artusi, «il padre della cucina italiana». Il ritratto a mio avviso più riuscito – forse perché il protagonista è nel mio cuore – è quello di Federico Fellini, il cineasta più acclamato di tutti i tempi, che amava creare alone di mistero e fantasticherie anche attorno alle sue vicende biografiche. Diceva ad esempio, un po’ per celia, un po’ per enfatizzare il suo essere nomade nell’animo, benché poi tutti sapessero – e lui pure intimamente – della sua condotta di pessimo viaggiatore, di essere nato sul tratto ferroviario che da Viserba va a Riccione, bugia facile da smentire perché il 20 gennaio di quell’anno i treni erano tutti fermi per sciopero.
Elegante e piacevole alla lettura, consiglio Tra il Po, il monte e la marina, i romagnoli da Artusi a Fellini a quanti vogliono respirare a pieni polmoni l’aria del Po e conoscere più da vicino la Romagna, che ha dato i natali a figure troppo significative per il nostro paese. La copertina, che ritrae una foto di Federico Fellini e di Giulietta Masina, che fecero coppia tanto sul set quanto nella vita – scattata da Chiara Samugheo, che ha voluto che venisse devoluto in beneficenza tutto il compenso dei diritti per l’utilizzo dell’immagine – varrebbe già da sola il prezzo del libro. In mezzo a tanti complimenti mi si chiede una pecca? Bisogna trovarla per forza? Allora faccio la voce grossa e chiedo a Pier Paolo Fasanotti di farne un seguito, perché questo libro conta alcuni assenti a cui l’Italia non ha reso omaggio abbastanza e che dall’Emilia discendono. Qualche nome? Cesare Zavattini, Luigi Malerba e Giovannino Guareschi, tra i tanti, tutti nati in provincia di Parma. Beh, il guanto di sfida è lanciato, speriamo che l’editore Neri Pozza e lo scrittore gioiosamente lo raccolgano. Si è parlato della Romagna, ora dedichiamoci all’Emilia.

Cristina La Bella