Ormai notizie riguardanti l’aumento del surriscaldamento terrestre e dell’inquinamento marino sono all’ordine del giorno ma al contempo sono sempre di più gli enti e le organizzazioni che cercano di sensibilizzare la società alla parola ‘sostenibilità’, ‘riciclo’ e ‘rispetto per l’ambiente’. Anche il fashion system non è da meno: sempre più brand realizzano capi eco, utilizzando filamenti riciclati ma, chi sta dando una sferzata al modo di concepire e realizzare la moda è l’eco-brand Ecoalf. Creatività, innovazione e impatto ambientale pari a zero sono i fattori fondamentali di questo marchio che realizza capi con rifiuti recuperati dai fondali marini. Molti studi hanno rivelato che il 90% dei componenti che si accumulano sui fondali sono costituiti da plastica, un materiale altamente inquinante perché oltre ad avere un tempo di decomposizione altamente lungo (circa 4 secoli) è pericoloso per le biodiversità marine. A questo proposito l’imprenditore spagnolo Javier Goyeneche ha ideato un modo per poter realizzare una linea di moda 100% ecosostenibile e al contempo di ripulire i fondali marini: è così che è nato il progetto Ecoalf. Ecoalf collabora con 200 pescherecci a traino che lavorano lungo la costa spagnola i quali raccolgono circa 4-6kg di rifiuti ogni volta; Ecoalf li smista dividendoli in categorie a seconda del materiale (il 60% è plastica , il 14% è PET e il restante è vetro e alluminio solitamente) e li converte in granulato. Da qui parte il processo di riciclo che deve soddisfare degli standard precisi che riguardano la riduzione delle emissione di CO₂ e la diminuzione del consumo idrico ed energetico. In questo modo nascono i filati con i quali vengono in seguito realizzati gli eco-capi. Questo progetto, nato nel 2009, sta coinvolgendo sempre più paesi, compresa l’Italia con il superstore sostenibile Green Pea ( di Oscar Farinetti) che inaugura il prossimo settembre a Torino con un corner dedicato proprio a Ecoalf e alla sua mission. Ovviamente anche l’occhio vuole la sua parte…. a livello commerciale non basta che un capo sia realizzato con composti riciclabili al 100%, ma deve esserne curato anche lo stile: la linea primaverile di Ecoalf, Upcycling the oceans, punta su linee morbide e colori accesi che si sposano bene con il mood del momento.

In sintesi ripulire il mare e realizzare abiti ecologici è lo scopo di Javier Goyeneche che con Ecoalf ha dato il via ad un nuovo modo di ‘fare moda’ e al contempo aiutare l’ambiente e come lui stesso ha dichiarato ‘Non c’è un Pianeta B’. Il grande successo che sta avendo deve essere un segnale per le altre case di moda … Riciclare is the new fashion?

Francesca Tantillo