Abbiamo sempre creduto che le foto di street style siano un’idea del XXI secolo… questo finchè non è stata ‘riscoperta’ l’arte fotografica di Vivian Maier: newyorkese, classe 1926,  questa donna può essere considerata un’antesignana della fotografia moderna.  A quasi dieci anni dalla sua morte il Museo di Roma in Trastevere le rende omaggio con una mostra fotografica che sarà possibile visitare fino al 18 giugno prossimo. Gli scatti esposti, tutti in bianco e nero, sono in tutto 120 e sono stati realizzati fra gli anni 50’ e 60’. Presenti altrettante foto a colori e video  in super 8 risalenti agli anni 70’.

Nonostante la sua grande passione per la fotografia i filmini in super 8 ed i viaggi, la sua vita è stata celata da un velo di malinconia e tristezza. Era conosciuta ai più come bambinaia e non come fotografa: infatti le sue foto erano praticamente sconosciute e solo  due  anni prima della sua scomparsa (avvenuta nel 2009) sono state ritrovate, in maniera del tutto casualia. A causa di problemi finanziari la donna,  anziana e malata, fu costretta a vendere molti dei suoi oggetti personali fra cui un baule pieno zeppo di cose . Il destino ha voluto che questo baule venne comprato all’asta nel 2007 da John Maloof, figlio di un rigattiere, il quale scoprì che al suo interno erano conservati,  tra gli altri, centinaia di negativi e rullini non ancora sviluppati.

Quindi decise di svilupparli e pubblicare qualche foto su Flickr ottenendo in poco tempo tantissimi consensi; questo successo probabilmente è dovuto all’originalità delle foto che sono delle ante litteram della fotografia contemporanea. Infatti la loro particolarità sta nei soggetti e nelle inquadrature, mai scontate e banali. Vivian amava immortalare le persone per strada,  mentre svolgevano la propria vita, ignare di essere fotografate: suore, bambini, animali, donne, anziani, malati… ogni singola persona poteva essere un modello inconsapevole. Ciò che ha reso ancor più unica la Maier è stata la scelta di farsi degli autoritratti in cui non guardava mai dritto nell’obiettivo utilizzando spesso specchi e vetrine riflettenti in modo da creare anche giochi di luci e contrasti.

 Vivian Maier è stata sempre gelosa dei suoi lavori e purtroppo non ha mai saputo del grande successo e dell’impatto che le sue foto hanno dato al mondo della fotografia perché poco tempo dopo la scoperta casuale dei rullini,  ebbe una rovinosa caduta che ne compromise la lucidità mentale e non riuscì a capire che Maloof aveva  trovato le sue foto e ne avrebbe organizzato delle mostre e degli archivi. Ma soprattutto John Maloof ha realizzato un un sito web dedicato ai suoi lavori in modo tale che tutto il mondo abbia la possibilità di capire chi era Vivian Maier: una single che ha passato la vita a crescere bambini ma soprattutto ad immortalare la vita intorno a se.

Se volete saperne di più visitate il sito web a lei dedicato QUI, mentre per informazioni dettagliate relative alla mostra potete consultare il sito ufficiale del Museo QUI

Francesca Tantillo