Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha da poco rilasciato un’intervista a “Sette”, settimanale del Corriere della Sera. Durante il colloquio con il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il ministro, che ricopre la carica dal 22 febbraio 2014, ha espresso la sua opinione in merito alla promozione del patrimonio culturale italiano. Secondo Franceschini, il problema dei musei italiani è l’arretratezza. Le nostre gallerie d’arte – ha sostenuto – contengono grandi collezioni, ma “oggi un turista che va in un museo non si accontenta di vedere una bella collezione. Vuole vivere un’esperienza”. Ha poi raccontato come, per invogliare i visitatori a recarsi presso questi luoghi, siano state create differenti politiche tariffarie e sia stato introdotto l’ingresso gratuito per la prima domenica di ogni mese: grazie a queste iniziative i visitatori dei musei statali sono passati dai 38 milioni nel 2013 ai 45,5 milioni nel 2016.

Nel corso dell’intervista, il ministro ha voluto sottolineare anche che valorizzare i luoghi d’arte non sia solo un’opportunità per distribuire ricchezza, ma soprattutto un’esigenza: bisogna moltiplicare l’offerta in modo che i milioni di turisti che si recano ogni anno nel nostro paese abbiano la possibilità di scegliere i luoghi da visitare senza limiti di tempo e spazio.

Quella della Cultura è una carta molto importante che l’Italia può giocarsi, data la vastità del patrimonio. È importante, però, oltre che creare iniziative per attirare un maggior numero di visitatori, anche curare tutte le bellezze culturali del nostro paese, evitando che queste si degradino, per colpa dell’incuria o del semplice trascorrere del tempo. Così facendo, l’afflusso di turisti sarà sempre garantito ed un patrimonio artistico e culturale ricco come quello italiano potrà avere vita eterna.

Marika Sauria