Se i programmi di cucina non vi hanno ancora stufato, ecco una serie tv incentrata sull’apertura di un ristorante … Anche se, in realtà, non è così semplice come può sembrare … Feed the beast è andata in onda in America nel giugno 2016, mentre in Italia a gennaio 2017, sulla piattaforma on demand TIMvision. Per questa ragione, la serie non è particolarmente conosciuta, tuttavia vale la pena parlarne, anche perché trattandosi di una sola stagione composta da appena 10 episodi, non vi occuperà molto tempo.

Lo show, creato da Clyde Phillips (il papà delle prime quattro stagioni di Dexter) si basa su di un format danese, Bankerot, chiaramente rivisitato e riadattato per il pubblico americano. Le aspettative dei fan per Feed the beast erano un po’ troppo alte: la produzione, il canale di trasmissione AMC, che di solito è sinonimo di successo, nonché il cast ben assemblato facevano pensare ad una serie esplosiva, tanto che alcuni la definivano come l’erede di Breaking bad! In effetti però, il seguito ottenuto non è stato esattamente quello sperato, e questa serie è l’esempio perfetto di come non è tutto oro ciò che luccica. Comunque, sicuramente non ci troviamo di fronte ad una serie cult, ma Feed the beast ha i suoi lati positivi. È un programma leggero che mi sento di consigliare.

Parliamo della trama: Dion Patras e Tommy Moran sono due amici di vecchia data, cresciuti insieme fin da bambini come fossero fratelli. I due sono, rispettivamente, uno chef ed un sommelier e sognano di aprire un ristorante tutto loro. Tuttavia, la morte della moglie di Tommy e l’incarceramento di Dion, accusato di aver appiccato il fuoco nel ristorante dove lavora, infrangeranno i loro progetti. Il povero Tommy, appena divenuto vedovo e costretto a crescere in solitudine il figlio di dieci anni traumatizzato dalla morte della madre, troverà nel bere l’unica consolazione, diventando un sommelier alcolizzato. Dion , nel frattempo, sconta la sua pena in prigione, mettendo a punto ricette su ricette. Una volta uscito dal carcere, tuttavia, non mancano i problemi: la mafia russa, proprietaria del ristornante da lui bruciato, gli sta alle calcagna, e dovrà convincere l’amico Tommy ad aprire il loro tanto agognato ristorante dei sogni … Ma soltanto per ripagare il suo debito con russi. Come avrete capito, Feed the beast non è solo fornelli e padelle, ma c’è molto di più. La storia principale è sostenuta da elaborate sottotrame, che tengono in piedi saldamente lo show. La forza sta anche nel cast: i due protagonisti sono interpretati da David Schwimmer, il mitico Ross in Friends, e Jim Sturgess, che ha girato vari film tra cui Cloud Atlas e Il caso Freddy Heineken. I due attori sono stati in grado di portare in scena due personaggi molto sfaccettati e dai tratti ironico/drammatici. Concludendo, nonostante la scarsa pubblicizzazione e l’accoglienza non esattamente calorosa, Feed the beast è una serie poco impegnativa ma che sa tenere bene il ritmo e che porta una novità nel panorama delle serie tv odierne, aggiungendo l’ elemento food ormai da anni in gran voga.

Chiara Merli