Arrivano le prime critiche alla nuova serie creata da Scott Buck (scrittore di grandi successi come Six feet under e Dexter) intitolata Iron fist. Sembra che i pareri presenti on-line siano piuttosto negativi e che condannino non solo lo sceneggiatore, ma anche gli stessi produttori, Netflix e Marvel, di aver creato una serie che non soddisfa le grandi aspettative riposte in essa. Iron fist, infatti, è il quinto di una fortunata serie di show targati Marvel (Legion, The Punisher, Daredevil, Luke Cage), i quali facevano ben sperare anche per questo nuovo progetto. La serie è stata definita noiosa, piatta, priva di entusiasmo … In sostanza non ci sono andati certo leggeri!

Ma veniamo alla trama: Iron fist si basa sull’omonimo personaggio della Marvel Comics, Danny Rand, un miliardario esperto di arti marziali capace di evocare un particolare potere, il Pugno d’acciaio. A seguito di un catastrofico incidente aereo, Danny, che viene da tutti dato per morto, è in realtà salvato da un gruppo di monaci buddisti, i quali gli insegnano tutti i segreti delle arti marziali, e in particolare il potere del Pungo d’acciao appunto. Dopo quindi anni, Danny torna a New York deciso a riprendere il controllo dell’azienda multimiliardaria di famiglia, e non solo: è sua intenzione fare buon uso delle abilità acquisite per fronteggiare i criminali della città. 

Il protagonista Danny Rand è impersonato da Finn Jones che deve la sua fama al personaggio di Ser Loras Tyrell in Games of Thrones. Non mancano le critiche anche per la scelta di dare a Jones questo ruolo, ma i pareri sono contrastanti: viene definito da alcuni privo del carisma necessario ad interpretare il personaggio, altri invece lo trovano perfetto nel ruolo, e capace di rendere Danny Rand veritiero ed equilibrato. Nel cast troviamo Rosario Dawson (Luke Cage), David Wenham(Lion), Jessica Henwick (Games of Thrones) e Tom Pelphrey (Sentieri). Nonostante la critica generale si trovi d’accordo nell’affermare la scarsità rilevata in questa serie, credo che valga la pena concederle il beneficio del dubbio, e seguire qualche puntata prima di valutarla. Il cast è ben assortito e, personalmente, ho apprezzato Finn Jones in Games of Thrones, come anche le sceneggiature proposte in passato da Scott Buck. Tuttavia, viste le buone ragioni su cui si fondano i giudizi di Iron fist, non mi aspetto una serie che possa stupire o appassionare dai primi venti minuti di programmazione, ma forse ha solo bisogno di qualche episodio in più per carburare.

Iron fist sarà davvero così tremenda come dicono, o magari c’è qualcosa di salvabile? Lo scopriremo il 17 marzo, naturalmente su Netflix!

Chiara Merli