È la nuova domanda del secolo: i trenta sono i nuovi venti?

Per chi ancora non avesse capito, stiamo parlando dell’età ovvero del fatidico traguardo degli ‘enta’. Al giorno d’oggi questo numero sembra possedere il suo antico valore di piena maturità solo a livello anagrafico perché, nella realtà purtroppo, chi compie trent’anni non detiene effettivamente tutte quelle caratteristiche sociali, economiche e psicologiche che concernono a un trentenne, non per sua scelta.

In un’epoca come quella contemporanea, in cui le contingenze attuali alimentano a dismisura il vortice inarrestabile della precarietà del successo, della difficoltà di ottenere un lavoro a tempo indeterminato, delle imposizioni sociali e della solitudine dei giovani è più che naturale che i ‘ragazzi trentenni’ si sentano dei ragazzini alla soglia dei vent’anni. Tutto questo alimenta il rapido declino delle ambizioni professionali e delle aspettative circa il benessere futuro, a tal punto che, stando a uno studio condotto da un’équipe di psicologi dell’Università della California (USA) pubblicato sulla rivista Social Psychological and Personality Science: “Gli over 30 sono meno felici negli ultimi anni”[1].

L’indagine ha preso in esame gli anni compresi dal 1972 al 2014 e ha stabilito che i trentenni e gli over trenta di oggi sono più infelici rispetto al passato esattamente per le motivazioni di cui sopra: aspettative superiori rispetto alla deludente realtà odierna. Ma lo scenario appena descritto non deve risultare eccessivamente catastrofico da abbattere ancor di più gli animi dei poveri trentenni! Bisogna guardare al lato positivo della faccenda: la voglia di emergere, la speranza nel futuro, la vitalità e la prontezza all’azione sono tutte qualità da “ventenni” che i trentenni di oggi esibiscono con grande fervore.

Auguri e buon compleanno!

 

Sonia Longo

 

 

[1] Jean M. Twenge, Ryne A. Sherman, Sonja Lyubomirsky, More Happiness for Young People and Less for Mature Adults, in abstract “Social Psychological and Personality Science”, Vol 7, Issue 2, pp. 131 – 141.