Alle ore 13 di giovedì 9 marzo, è crollato un ponte sull’Autostrada Adriatica, all’altezza del chilometro 235, tra Loreto ed Ancona Sud. In questo tragico incidente hanno perso la vita Emidio Diomede (60 anni) ed Antonella Viviani (54 anni), in quanto stavano transitando con la loro auto sotto al cavalcavia proprio nell’istante del cedimento. Inoltre, sono rimasti feriti tre operai, caduti da 7 metri di altezza, che si trovavano sul ponte interessato dai lavori di ampliamento.

La pm di Ancona, Irene Bilotta, ha aperto un’indagine per omicidio colposo plurimo e ritiene che si sia trattato di un errore umano. Inevitabilmente, sono sorte numerose polemiche e le parti in causa si rimpallano le colpe dell’accaduto: Autostrade per l’Italia, responsabile dell’infrastruttura, parla di un “tragico incidente non prevedibile” e ritiene che il crollo sia stato determinato dal cedimento delle pile provvisorie, utili a poggiare i martinetti impiegati per sollevare il cavalcavia (non si sarebbe trattato, quindi, di un cedimento strutturale poiché “il calcestruzzo dei pilastri era in ottime condizioni”); invece Roberto Ascani, sindaco di Castelfidardo, ritiene ragionevolmente che sia stato inconcepibile non chiudere il tratto dell’autostrada interessato dai lavori. Chiunque sia il responsabile dell’accaduto, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato il decreto di nomina della commissione di esperti che analizzerà la vicenda.

Quanto accaduto sulla A14 rappresenta l’ennesimo caso di incuria e scarsa efficienza nella spesa pubblica, in un paese che sta letteralmente cadendo a pezzi: ricordiamo, ad esempio, quanto avvenuto il 28 ottobre 2016, quando ha ceduto un cavalcavia sulla superstrada Milano-Lecco, provocando una vittima e quattro feriti; o ancora il caso del viadotto Himera nel palermitano (23 dicembre 2014), del viadotto Italia a Cosenza (2 marzo 2015) e del viadotto Scorciavacche, sempre nel palermitano (10 aprile 2015).

Le strade italiane si trovano in una situazione molto critica e precaria, dovuta a diverse ragioni quali, ad esempio, lo spreco di risorse. Non si può certo dire che, almeno per quanto riguarda le autostrade, manchino i fondi, dato che ogni inizio anno aumentano puntualmente le tariffe dei pedaggi (aumenti motivati, peraltro, dalla necessità di lavori di ammodernamento e manutenzione). La triste verità, però, è che ancora una volta non si sa dove vadano a finire questi fondi e le conseguenze di incuria e sprechi ricadano sui poveri cittadini innocenti.

Marika Sauria