La EBU (European Broadcasting Union, ovvero Unione Europea di Radiodiffusione), nell’ambito del progetto “Generation what? Europe”, ha svolto un’interessante indagine su quasi un milione di giovani di età compresa fra i 18 ed i 34 anni, con lo scopo di analizzare il loro interesse nei confronti di temi quali politica, immigrazione ed identità nazionale.

I dati più rilevanti sono stati quelli emersi dal sondaggio riguardante il mondo politico. Infatti, circa l’82% degli intervistati nutre una totale assenza di fiducia verso il sistema politico (si giunge addirittura al 94% in Italia ed al 92% in Grecia ed in Francia). Inoltre, il 90% ritiene che tutti, o quasi, i politici siano corrotti. Si tratta di dati allarmanti, se si pensa che quasi la totalità di questa generazione sia spesso diffidente nei confronti di un mondo così importante come quello della politica. Date le notizie che vengono diffuse, dagli episodi di corruzione alle promesse mai mantenute, però, questa carenza (o addirittura mancanza) di stima potrebbe essere spesso giustificata. Non è giustificabile, invece, il disinteresse. Non ci si può astenere dall’informarsi su questi temi e non si può esprimere un giudizio solo saltuariamente. Spesso accade che i giovani (ed anche i meno giovani, in realtà) non esercitino il loro diritto di voto e siano, invece, sempre pronti alla critica nei confronti di chi detiene il potere o comunque possiede un ruolo rilevante in ambito politico. La critica è un fenomeno lecito e spesso costruttivo, che deve però essere accompagnata da interesse e preparazione nei confronti di ciò che si giudica.

Marika Sauria