L’università, si sa, è un microcosmo, un universo popolato da strane creature che hanno un unico obiettivo: realizzare se stessi. Che sia la Bocconi o la Sapienza, la Federico II di Napoli o Lumsa poco cambia, lo scopo è la LAUREA. Il bello dei corridoi di facoltà è che si somigliano un po’ tutti, ci puoi trovare ragazzi che passeggiano avanti o indietro prima di un esame, gente gettata in un angolo e dimenticata, che seduta di fronte alla porta dello studio del relatore, aspetta di potergli parlare – ed è qui che si impara l’arte dell’attesa, perché lo studente medio sa che possono volerci reincarnazioni di almeno tre vite prima che il professore arrivi – e poi i soliti tizi che sorseggiano caffè dalla mattina alla sera. Eppure, o forse soprattutto per questo, impari ad amarla e soprattutto odiarla. L’università, difatti, è una copia imperfetta di ciò che ci circonda e ben presto comprendi a tue spese che la terra gira svelta, che il mondo è tondo e chi non nuota va affondo, che meritocrazia è una parola divenuta vuota come tante altre, talmente abusata da non sapere più di niente. Come sopportare tutto questo? Mollare la presa? Neanche a parlarne.

In questo mare di incertezze a tenerti compagnia ci saranno i colleghi di studio, molti dei quali diventeranno non solo fedeli compagni d’avventura e sventura, ma anche cari amici. Non tutti naturalmente sono uguali, sono almeno sette i tipi di studente che puoi incontrare tra le mura della tua università. Scopriamoli insieme:

  1. Il METODICO o ORGANIZZATO che dir si voglia. È quello che pianifica ogni singolo esame, che divide il programma in più mesi, che sa quante pagine al giorno studiare. Niente può fermarlo, nemmeno l’uragano Katrina. In biblioteca lo riconosci perché sottolinea le pagine con il righello ed è la stessa persona che finisce di studiare almeno due settimane prima, ponendosi come obiettivo quello di ripetere tutto il programma almeno tre volte.
  2. Lo SFIGATO è il classico tipo che se va a Lourdes trova chiuso. Al mal capitato succederà sempre di non prendere trenta perché gli toccherà la domanda sulla nota a pagina 4567 che non ha letto perché miope. Appartiene a questa categoria anche lo studente che salta alcune parti o interi capitoli al grido di «Tanto questo non lo chiede».
  3. Il FOTOFINISH. È lo studente ottimista che supera gli esami a colpi di «La prossima volta inizio a studiare prima», cosa che inutile dire non si verificherà mai. A metà tra l’umano e il divino, il fotofinish prende sempre voti alti, pur studiando in poco tempo. Ama le grandi sfide. In tre giorni riesce a produrre quel che un povero cristiano fa in almeno due mesi. Complice la fortuna, lo studente fotofinish suscita astio e ammirazione, incredulità e disappunto. Del resto è normale secondo voi cominciare a studiare a ridosso dell’appello, fare due capitoli su 98, finire un libro su dieci, senza poi aver frequentato le lezioni?
  4. Il GHIRO. È quello che fa tacere la sveglia che sta suonando, che ogni mattina si rammarica di non essersi alzato e la notte si ripromette di andare a letto presto. Fa continue pause pomeridiane, sempre a caccia di scuse per buttarsi sul divano, lo studente ghiro è più comune di quanto sembri. Crolla sui libri, sogna di superare gli esami e si sveglia tutto sudato il giorno prima del fatidico test scritto, ma tranquilli, anche all’appello si presenterà in ritardo. Perché “meglio dormire cinque minuti in più” non è cosa sacra come il pane, ma una vera e propria filosofia di vita per lui.
  5. TRENTA E LODE. Lo riconosci a chilometri di distanza, dice di non sapere niente, ma in realtà conosce anche quante volte andava al bagno Napoleone. Mister 30 non delude mai le attese, è prevedibile come Pascoli il 10 Agosto. Alla domanda: “Come sei messo? Io mi sento pronto”, la risposta sarà sempre: “Stavolta me la sento, andrà male”, invece male non va, perché è sempre e solo trenta. Qualcuno parla di una setta, qualcun altro di un fattore genetico, e poi c’è chi sospetta che questi abbia un legame di parentela col professore o abbia tirato fuori chissà quali mazzette, fatto sta che solo chi ha avuto a che fare con Mister o Miss trenta può capire quanto ci si senta imbecilli di fronte a lui/lei.
  6. L’IMPANICATO o anche il BALZATORE, che è quella dignitosissima persona che, sentendosi insicura, sceglie sempre di non presentarsi a discutere l’esame. Magari sa tutto lo scibile umano, ma è talmente grande il timore che poi desiste. Non è tanto la paura che ha, ma è il coraggio che gli manca. Ansioso fin dal test di ammissione, ha pochi esami sul libretto e si accontenta. Il suo motto è «nel dubbio meglio non andare».
  7. Il NERVOSO. Sotto esame non gli si può parlare, non mangia, non dorme, non respira. Con lui bisogna camminare sul filo del rasoio. Hitler in confronto era il fratello di Bambi. Intrattabile, nevrastenico e irascibile resta a casa per studiare e pretende che gli altri facciano lo stesso. Risponde male a chiunque gli capiti a tiro e passa il suo tempo a commiserarsi per essersi iscritto all’università.

Accanto a loro naturalmente figurano il DISINVOLTO, quello che vive l’esperienza universitaria in maniera tranquilla, qualcuno infatti lo ha etichettato come SCIALLATORE o SCIALLO; l’AFFAMATO è lo studente che mette dieci chili prima e dieci chili dopo l’esame, sulle sue spalle campano FERRERO e altre fabbriche di dolciumi; e poi il RIPETITORE, il quale non si stanca di vedere e rivedere il programma da studiare. Ha un unico grande difetto: ripete sempre le stesse pagine e puntualmente salta quel che aveva lasciato.

E tu che studente sei?

Cristina La Bella