978880620761graTitolo: Brevi interviste con uomini schifosi

 Autore: David Foster Wallace

Anno di pubblicazione: 2010

Pag: 288

Editore: Einaudi

Sinossi: Come una creatura posseduta Wallace sente le voci e, da autentico sciamano, per esorcizzarle le risputa, ciascuna con il suo timbro inconfondibile, sulla pagina, usando la formula sarcastica dell’intervista. Sono le voci di un’America allucinata, che per non crepare si vomita addosso tutto il veleno possibile. Questi «uomini schifosi» sono iene che – vittime o carnefici – divorano il proprio fianco lacerato.
Una galleria di tipi intimamente odiosi, laidi. Dal focomelico che si serve del proprio moncherino come arma di ricatto per portarsi a letto le donne; al depresso che riesce a far suicidare l’analista; fino al ragazzo che sta per tuffarsi in piscina, immobile in fondo al trampolino, un fermo immagine dell’irrealtà o dell’iperrealtà che ci costringe in una morsa.
Tutto il non-tempo che intercorre tra il «tuffatore» del mosaico etrusco e A Bigger Splash di David Hockey riassunto nel brivido agghiacciato di un adolescente americano.

Recensione: La narrativa sublime che ha raggiunto Wallace in questo scritto appartiene ad una forma di comicità che si fa satira dell’infelicità e dell’isolamento, presentandoli come situazioni sostanzialmente noiose, indegne dell’Io; riportando in auge caratteristiche come lo humor nero e il suo interesse per la violenza sessuale. Il libro si articola intorno a 20 “interviste”, delle quali verrano riportate solamente le risposte, in modo da creare un racconto articolato per ogni brano.

david_f_wallaceA volte i racconti sono selvaggiamente ironici, a volte sono buffi, altre invece crudelmente tragici. Tutti hanno però in comune una certa volontà di descrivere la vittimizazione femminile, quasi sempre raccontando goffi tentativi di seduzioni. David Foster Wallace conferma di destreggiarsi in una narrativa visionaria e sensazionale, a volte alienante quando diventa metanarrativa, ma stupenda nei ritratti evocativi e nei monologhi in cui sarà per sempre, a mio parere, un indiscusso maestro.

Il suo senso personalissimo dell’alienazione, della futilità della comunicazione, del suo solipsismo lo hanno portato a divenire uno dei più influenti scrittori americani del secolo, riuscendo a coniugare la trasparente ed empirica visione del mondo attraverso il pensiero stesso di uomini che non hanno nulla a che vedere con il nostro mondo, moralmente parlando, ma che vivono il nostro stesso tempo e ne influenzano il continuum.

Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso. A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre i  buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.”

Niccolò Inturrisi