Oggi non voglio parlarvi di una nuova serie tv, perché non è detto che nel catalogo televisivo passato non si possano trovare serie tv valide. Una di queste è proprio Six Feet Under: il titolo allude alla profondità in cui si seppellisce una bara negli Stati Uniti ( per l’appunto, 6 piedi ) … Cominciamo bene, direte voi! Eppure quello che sembra un macabro inizio ha dato forma ad una serie di grande successo. Six Feet Under è andata in onda in Italia dal 2004 al 2009, passando da Italia 1, a Fox fino al canale Iris. L’idea è stata di Alan Ball, che di serie fortunate se ne intende: è stato,infatti, il creatore e produttore esecutivo di True Blood, nonché di alcuni film tra cui American Beauty.

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La trama di Six feet under è spiazzante e geniale ed inizia proprio con una morte, quella di Nathaniel, il capo famiglia dei Fisher, che possiedono un’impresa funebre. Questo avvenimento cambierà completamente le vite dei suoi parenti: il figlio Nate ( Peter Krause – Parenthood), che rifiutava di gestire l’impresa del padre, torna a casa a malincuore per aiutare il fratello David (Michael C. Hall –Dexter) nella conduzione dell’attività. Nate è un amante del divertimento e della vita chiassosa e movimentata. Tutto il contrario è David, un ragazzo più maturo, ligio al lavoro e fedele all’impresa del padre. Tuttavia ha un grande segreto che non è ancora riuscito a rivelare alla famiglia: la sua omosessualità, con tutti i contrasti interiori annessi. L’ultima dei tre fratelli è Claire (Lauren Ambrose- Nudi e felici ), una ragazza particolare e  ribelle che deve ancora trovare la sua vocazione. Infine, la madre Ruth (Frances Conroy – American Horror Story ) ,che incontrerà parecchie difficoltà nel gestire la morte del marito.

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Six feet under apre ogni puntata con la morte di una persona, il cui funerale viene organizzato dalla famiglia Fisher. Sono le circostanze della morte e la vittima stessa a definire il tema principale su cui si poggerà tutta la puntata. Così facendo, la serie è riuscita con un buon risultato a portare in scena temi importanti con surrealismo e profondità. La trama della serie è molto originale e nonostante il concept in sé sia semplice, ciò che rende la storia davvero avvincente sono le vicende della famiglia, che inevitabilmente si intrecciano tra di loro con grande equilibrio. I personaggi sono il punto di forza di Six feet under: nel corso della serie si evolvono,si rendono antipatici, compiono scelte disdicevoli. Ma poi le situazioni si ribaltano completamente, capovolgendo l’opinione dello spettatore.

Il genere di base è quello drammatico e si piange, eccome! Tuttavia i momenti non sono banalmente strappalacrime, il motivo per cui è così coinvolgente è il grande realismo con cui sono resi tutti gli aspetti e le emozioni che compongono l’essere umano,per cui sarà impossibile non immedesimarsi. Six feet under è una serie che consiglio a chi vuole davvero affezionarsi ed immergersi nel mondo di una famiglia di becchini che vi ruberà il cuore !

Chiara Merli