Ormai è assodato, la questione migranti richiedenti asilo è un vero e proprio problema a carattere sociale e umanitario. La fattispecie ci obbliga a riflettere su un fenomeno in repentina espansione che non può essere disatteso per una ragione fondamentale: parliamo di uomini e di donne (come dimenticare i bambini) che scantonano da posti vulnerabili costruiti ormai su persecuzioni, sangue, bombe e proiettili.

Tra convenzioni, leggi, interpellanze parlamentari, zuffe tra comuni e prefetture, comunità e associazionismo, il nostro Paese in numerosi casi riesce a dare una pronta e dignitosa sistemazione – oltre a proporre diverse attività –  a queste persone che una volta varcato lo Stivale intravedono uno spiraglio di tranquillità e calore umano.

In termini di attività proposte, oggi, vi raccontiamo una delle prime esperienze messe in cantiere dalla prefettura di Ragusa con un protocollo d’intesa abbracciato dai comuni della provincia, dalle associazioni e dalle comunità ospitanti.

Martedì 14 febbraio una cinquantina di migranti richiedenti asilo, infatti, si sono uniti ai volontari di diverse associazioni ambientaliste e semplici cittadini per ripulire il litorale delle spiagge di Micenci, Palo Rosso e Palo Bianco, lungo le frazioni del comune di Scicli (RG). È stato raccolto un elevato numero di rifiuti, oltre 150 sacchi, abbandonati lungo le spiagge recuperando in gran parte plastica, vetri, reti di recinzione in acciaio, canne, alberi e legni vari trasportati dalla piena durante l’ultimo maltempo e selezionati secondo le regole della raccolta differenziata.

Angelo Portogallo